La mancata comunicazione dell’assenza dal lavoro giustifica il licenziamento

Pubblicato il 08 maggio 2013 Con la sentenza n. 10552/13, la Sezione lavoro della Corte di Cassazione conferma il licenziamento di un lavoratore risultato  assente ingiustificato dal posto di lavoro per oltre una settimana.

Come già sostenuto dai giudici di merito, la Suprema Corte ribadisce che nel caso in cui un lavoratore dipendente si trovi nelle condizioni di non poter lavorare, scatta a suo carico un obbligo inderogabile di diligenza che gli impone una “corretta e tempestiva informazione al datore” della sua impossibilità a recarsi sul posto di lavoro e a svolgere le mansioni per cui è adibito. Il tutto anche prima di spiegare le motivazioni dell’assenza. Dunque, a propria discolpa il lavoratore non può addurre le prove della sua malattia (seppur certificata); ciò che conta è il mancato assolvimento dell’obbligo di comunicare l’assenza, che mette a rischio il rapporto fiduciario con il datore di lavoro, giustificandone il licenziamento.
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