Legale fallibile se investe denaro dei clienti

Pubblicato il 19 gennaio 2017

Può fallire l’avvocato che eserciti, parallelamente alla professione forense ed illegittimamente, attività di intermediazione finanziaria, acquisendo denaro dei clienti con la promessa di investirlo e farlo fruttare con elevati rendimenti.

Detta attività, qualora sia esercitata in proprio, a scopo di lucro, in via continuativa ed organizzata nonché avvalendosi di società fiduciarie, ha, infatti, piena natura imprenditoriale, identificabile in una holding personale ed è, in quanto tale, soggetta al fallimento.

Autonoma organizzazione imprenditoriale

Sono le conclusioni contenute nella decisione con cui la Corte d’appello di Milano aveva respinto il reclamo proposto da un legale avverso la dichiarazione del suo fallimento, nell’ambito di una vicenda in cui lo stesso, per i medesimi fatti, era già stato condannato in sede penale.

Dette conclusioni sono state confermate anche dalla Corte di cassazione, con sentenza n. 1157 del 18 gennaio 2017, secondo la quale era corretta e ampia la disamina compiuta dall’organo giudicante nel merito circa i requisiti che valgono a distinguere un’autonoma organizzazione imprenditoriale da quella di cui è usualmente dotato il prestatore d’opera intellettuale.

Nella specie – precisa la Suprema corte - erano stati puntualmente individuati gli elementi che consentivano di escludere che l’attività svolta dal professionista, in parallelo con quella forense, fosse, al pari di quest’ultima, riconducibile a quella tipica di un lavoratore autonomo.

Nel dettaglio, nell’attività parallela erano state ravvisate le caratteristiche di un’impresa, e ciò in ragione della sua etero-organizzazione e della funzione intermediatrice in essa assunta dall’avvocato.

Quest’ultimo, da un lato, gestiva i fondi che gli erano affidati dai clienti-investitori, avvalendosi di una ramificata struttura esterna e, dall’altro, assumeva personalmente i rischi connessi alla relativa gestione, facendo confluire il denaro su conti intestati a sé medesimo o a suoi collaboratori.

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