L’email anti-collega è ingiuria

Pubblicato il 22 aprile 2008 La Suprema Corte, V sez. penale, con la sentenza n. 16425 di ieri, ha stabilito che commette ingiuria colui che manda una e-mail in azienda lamentandosi della furbizia di un collega ed accusandolo di essere un fannullone e di abusare di congedi parentali.

La Corte precisa infatti che, trattandosi di ingiurie epistolari, anche se la missiva non era indirizzata all’offeso, è sufficiente la “indubbia consapevolezza” dell’agente che lo scritto giungesse alle sue orecchie.
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