L'Oua spiega i motivi del ricorso al Tar contro la mediaconciliazione

Pubblicato il 11 novembre 2010 Con comunicato stampa del 10 novembre, l'Oua, a mezzo del presidente Maurizio de Tilla, illustra le ragioni che hanno spinto l'associazione, insieme ad alcuni Consigli dell’Ordine ed a singoli avvocati, alla presentazione di un ricorso al Tar per l'annullamento del recente regolamento del ministero della Giustizia sulla conciliazione.

 Ciò che, in particolare, viene censurato del provvedimento è “la genericità nella individuazione della figura del mediaconciliatore e delle strutture di conciliazione”, genericità che sarebbe in aperto contrasto con l’articolo 60 della legge 60/09 secondo cui il mediatore deve essere dotato di una particolare preparazione giuridica. Inoltre – continua l'Oua – l'articolo 5 del Decreto legislativo 28/10, configurando il procedimento di mediazione quale condizione di procedibilità della domanda giudiziale e precludendo, di fatto, l’immediato accesso alla giustizia, verrebbe a porsi in aperto contrasto con la Legge delega compromettendo l’effettività della tutela giudiziale.

Il regolamento, infine, sarebbe incoerente rispetto all'intero impianto legislativo; in particolare, lo stesso avrebbe non solo arbitrariamente introdotto una disciplina transitoria, ma l’avrebbe utilizzata “per sancire la sopravvivenza di organismi per i quali il legislatore aveva già previsto la decadenza”.

Sempre in materia di impugnazioni, ben 45 avvocati iscritti all'Albo di Roma hanno adito il Tar del Lazio per contestare l'adozione, da parte del Cnf, del regolamento sulle specializzazioni forensi. La discussione è stata fissata a gennaio 2011. Gli avvocati ricorrenti si oppongono al regolamento ritenendolo “illegittimo, illogico e irrazionale, oltre che lesivo per l'affidamento che potrebbe ingenerarsi nella collettività circa una maggiore specializzazione asseritamente posseduta dai professionisti”.
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