Mantenimento ridotto se il professionista malato riduce l'attività

Pubblicato il 28 settembre 2015

L'aggravamento della patologia che si ripercuote sull'attività professionale, può legittimamente determinare la riduzione dell'assegno di mantenimento a carico del professionista.

E' quanto dedotto dalla Corte di Cassazione, sesta sezione civile, con ordinanza n. 19106 depositata il 25 settembre 2015, nel respingere il ricorso di una donna, avverso la statuizione con cui la Corte d'Appello aveva notevolmente contratto l'assegno di mantenimento che l'ex marito era tenuto a versare in favore della figlia.

A sostegno di detta riduzione, vi era il peggioramento delle condizioni fisiche dell'uomo, che si era notevolmente riflesso sulla sua attività di cardiologo.

La donna aveva tuttavia puntualizzato che alcuna incidenza avrebbe dovuto avere detta circostanza, posto che le entrate percepite dal marito, erano esclusivamente provenienti da redditi da pensione.

La Cassazione, nel respingere le censure della moglie, ha posto in evidenza come l'accordo tra i coniugi (che fissava il contributo di mantenimento in misura più elevata) fosse stato sottoscritto nella prospettiva della prosecuzione dell'attività professionale del marito (con significativa integrazione dei redditi da pensione). Attività professionale che aveva invece subito una contrazione, a causa del peggioramento delle condizioni di salute, per insorgenza di una specifica patologia, di cui il Ctu aveva dato prova in corso di giudizio.    

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