Mercato del lavoro, indagine conoscitiva sull’intelligenza artificiale

Pubblicato il 27 ottobre 2023

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato il documento riguardante l’indagine conoscitiva sul rapporto tra intelligenza artificiale e lavoro, con particolare riferimento agli impatti che l’intelligenza artificiale generativa può avere sul mercato del lavoro.

Intelligenza Artificiale

La diffusione dell’Intelligenza Artificiale (IA) rappresenta un fenomeno complesso in grado di influenzare non solo i numerosi aspetti della società ma anche il mercato del lavoro.

Il suo utilizzo consente di automatizzare compiti e risolvere problemi complessi in una varietà di contesti: dalla ricerca scientifica al mercato azionario, dalla robotica alla giustizia, passando per l’industria e le auto a guida autonoma.

Impatto dell’IA sul mercato del lavoro

L’IA è un valido strumento di supporto in grado di implementare la produttività e la competitività delle imprese, tra cui la maggiore sicurezza sul lavoro, la rilevazione dei rischi nonché il miglioramento delle condizioni di lavoro. Ciononostante costituisce allo stesso tempo dei rischi relativi:

Secondo alcune recenti analisi, con lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale, le nuove tecnologie comporteranno la creazione di nuovi settori occupazionali e nuovi posti di lavoro, come ad esempio gli specialisti in IA e Machine Learning, gli analisti per la sicurezza informatica, gli specialisti in trasformazione digitale e gli ingegneri robotici.

Al fine di evitare un mismatch tra domanda-offerta di lavoro sarà necessario che il paese si adegui alla crescente domanda di profili altamente qualificati.

A tal proposito, si rammenta che a partire dal 1° settembre 2023 è disponibile la piattaforma del Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa (SIISL) utile ad agevolare la ricerca del lavoro, e individuare le attività formative più utili alla collocazione/riqualificazione dei beneficiari.

Nello specifico, la peculiarità del SIISL è rappresentata dalla interoperabilità delle banche dati dei soggetti interessati (Regioni, privati e Agenzie per il Lavoro), al fine di ridurre il mismatch tra domanda e offerta ed offrire, dunque, ai cittadini opportunità di lavoro e formazione.

 

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