Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), insieme al Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR), ha avviato una consultazione pubblica sull’Atto di indirizzo strategico 2026-2028 per la valorizzazione delle conoscenze e il trasferimento tecnologico, documento destinato a definire le priorità della politica industriale e dell’innovazione nel prossimo triennio.
La consultazione è aperta dall’8 aprile 2026 e resterà attiva fino al 7 maggio 2026, termine entro il quale cittadini, imprese e stakeholder potranno inviare contributi e osservazioni.
Il punto di partenza della strategia è una criticità ormai strutturale del sistema Paese: la difficoltà di trasformare l’elevata qualità della ricerca scientifica in innovazione diffusa e crescita economica.
Negli ultimi anni, l’Italia ha registrato risultati significativi sul fronte scientifico, con un incremento rilevante delle pubblicazioni di alto livello e una presenza stabile nel panorama internazionale. Tuttavia, questo patrimonio di conoscenze non si traduce in misura equivalente in investimenti privati in ricerca e sviluppo né in applicazioni industriali.
In particolare, la spesa in R&S delle imprese – soprattutto nel manifatturiero – resta sensibilmente inferiore rispetto ai principali partner europei. A ciò si aggiunge una specializzazione ancora concentrata in settori tradizionali, mentre il Paese sconta ritardi nei comparti tecnologici più avanzati, come intelligenza artificiale, semiconduttori e tecnologie digitali.
È proprio questo divario tra produzione di conoscenza e capacità di valorizzazione economica che l’Atto di indirizzo intende colmare.
La consultazione pubblica ha l’obiettivo di raccogliere contributi utili a migliorare il documento strategico e a renderlo più aderente alle esigenze del sistema dell’innovazione.
In particolare, l’iniziativa mira a:
Il processo partecipativo rappresenta un passaggio essenziale per costruire una strategia basata su evidenze e sul confronto con i soggetti coinvolti.
La partecipazione è aperta a tutti i portatori di interesse, tra cui:
L’Atto di indirizzo offre una ricognizione dell’ecosistema nazionale dell’innovazione, caratterizzato da una presenza ampia di soggetti ma anche da una significativa frammentazione.
Tra i principali attori figurano:
Nonostante la ricchezza di questo sistema, emerge la necessità di una maggiore integrazione e coordinamento, al fine di evitare duplicazioni e migliorare l’efficacia complessiva degli interventi.
La strategia individua una serie di direttrici di intervento per rafforzare il collegamento tra ricerca e mercato. Tra le principali:
Un elemento centrale dell’Atto di indirizzo è l’individuazione di ambiti tecnologici strategici su cui concentrare investimenti e politiche di supporto.
Tra questi:
L’obiettivo è rafforzare la competitività italiana nei settori che guideranno la crescita globale nei prossimi anni.
Per garantire l’efficacia della strategia, è prevista l’istituzione di una Cabina di regia interministeriale MIMIT–MUR, con funzioni di:
È inoltre previsto lo sviluppo di un sistema di monitoraggio basato su dati standardizzati e indicatori di risultato, in grado di supportare un approccio decisionale fondato su evidenze.
L’Atto di indirizzo si inserisce in un contesto normativo in evoluzione, che ha già visto interventi rilevanti, tra cui la riforma della proprietà industriale e nuove linee guida sulla gestione dei diritti nei progetti di ricerca collaborativa.
Parallelamente, il PNRR ha contribuito a rafforzare infrastrutture e strumenti per il trasferimento tecnologico, sostenendo attività di ricerca applicata, brevettazione e innovazione nelle imprese, in particolare nelle PMI.
La sfida, ora, è rendere questi interventi strutturali e pienamente integrati.
La consultazione rappresenta un’opportunità concreta per contribuire alla definizione delle politiche nazionali sull’innovazione.
In sintesi:
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