Niente termine se c’è confessione

Pubblicato il 14 gennaio 2008

La Corte di cassazione, con la sentenza n. 26686/2007, ha stabilito che il lavoratore che ammette gli addebiti per i quali è stato sottoposto a procedimento disciplinare, può essere licenziato anche prima che siano trascorsi cinque giorni dalla contestazione. La Corte ha spiegato che il termine dilatorio a difesa costituisce una facoltà di cui il dipendente può avvalersi o meno, ma che non opera quando lo stesso ha fornito le proprie giustificazioni ed ha ammesso il fatto. Il termine di cinque giorni, infatti, è funzionale soltanto ad esigenze di tutela dell’incolpato e, di conseguenza non opera quando il datore di lavoro ha raccolto la confessione del lavoratore. Il caso in esame riguardava un ufficiale addetto alla riscossione per conto di una banca, accusato di aver redatto verbali di accesso “a tavolino”.

Allegati
Condividi l'articolo
Potrebbe interessarti anche

CCNL Autostrade Anas - Ipotesi di accordo del 18/12/2025

28/01/2026

CCNL Terziario pmi Federterziario - Stesura del 29/12/2025

28/01/2026

Terziario pmi Federterziario. Ccnl

28/01/2026

Società estinta: valida la notifica dell'accertamento ai soci

28/01/2026

Autostrade Anas. Rinnovo

28/01/2026

NASpI: ultimi giorni per la comunicazione di reddito presunto

28/01/2026

Ai sensi dell'individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei dati personali - Regolamento (UE) n.2016/679 (GDPR)
Questo sito non utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei "social plugin".

Leggi informativa sulla privacy