Niente violazioni del limite massimo di 48 ore

Pubblicato il 26 novembre 2010 La Corte di giustizia dell'Ue, con sentenza pronunciata lo scorso 25 novembre relativamente alla causa C-429/09, ha sottolineato che l'articolo 6, lettera b), della Direttiva 2003/88 che impone agli Stati membri l’obbligo di prevedere un limite di 48 ore alla durata media settimanale del lavoro, “costituisce una norma del diritto sociale dell’Unione che riveste importanza particolare, di cui ogni lavoratore deve poter beneficiare quale prescrizione minima necessaria per garantire la tutela della sua sicurezza e della sua salute”. Tale limite massimo, come espressamente precisato, include le ore di straordinario e non può in alcun caso essere derogato neppure con il consenso del lavoratore interessato.

Ne consegue che gli Stati membri non possano determinare unilateralmente la portata di tale articolo subordinando a una qualsiasi condizione o restrizione l’applicazione di tale diritto dei lavoratori.
Allegati
Condividi l'articolo
Potrebbe interessarti anche

Violenza e minacce a capo o clienti: scatta il licenziamento disciplinare

21/04/2026

Via libera alle nuove misure su PNRR e coesione

21/04/2026

AUU per figli a carico anche a lavoratori non residenti in Italia

21/04/2026

Detrazione IVA: la Corte UE riesamina la sentenza del Tribunale

21/04/2026

Riorganizzazione archivio CNEL: i criteri di rappresentatività dei CCNL

21/04/2026

Videosorveglianza: sanzione del Garante per mancata informativa e sicurezza carente

21/04/2026

Ai sensi dell'individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei dati personali - Regolamento (UE) n.2016/679 (GDPR)
Questo sito non utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei "social plugin".

Leggi informativa sulla privacy