Ok della Conferenza Unificata al restyling del modello Isee

Pubblicato il 14 giugno 2013 La Conferenza unificata tra Governo, Comuni e Regioni ha approvato, nella giornata del 13 giugno 2013, il decreto di restyling dell’indicatore Isee: l’indicatore della situazione equivalente delle famiglie, oggi usato da circa il 30% della popolazione italiana, per accedere alle prestazioni sociali agevolate, come asili nido, mense scolastiche, assegni maternità, riduzione delle bollette della luce e altri bonus su canoni telefonici, ecc..

Il nuovo indicatore è stato presentato a Roma dai ministri degli Affari regionali e del Welfare, ed è ora pronto per dirigersi, prima, in Consiglio dei ministri e, poi, in Parlamento, dove ci si augura venga approvato velocemente, dato il lungo iter fin qui seguito.

Il decreto di restyling dell’Isee ha finora accolto numerosi consensi da parte dei ministri e degli enti locali perchè, come detto dallo stesso Graziano Delrio, ministro degli Affari regionali, “l'Isee è uno strumento di equità e giustizia che permette di uscire dal vizio molto italiano di chi non pensa che, se si usufruisce di prestazioni agevolate non avendone diritto, si toglie questo diritto a qualcun altro”.

Con la revisione apportata, il nuovo strumento di accesso alle prestazioni sociali agevolate da parte delle famiglie sarà sempre frutto di autocertificazione, ma una parte molto importante delle informazioni fiscali e previdenziali verrà ottenuta incrociando gli elementi contenuti nelle banche dati delle amministrazioni. Lo scopo e quello di evitare ai cosiddetti “furbetti” di auto-dichiarare situazioni inerenti lo stato economico del nucleo familiare false.

Per il calcolo del nuovo Isee non si potrà più far riferimento all’ultima dichiarazione dei redditi, a causa dei possibili errori che si possono commettere, ma si apre ora l’opportunità di calcolare un Isee “corrente”, che prende in considerazione tempi più brevi e più rispondenti alla realtà economica del dichiarante (il cittadino potrebbe aver perso il lavoro a causa delle crisi economica). Inoltre, viene adottata anche una definizione più ampia di reddito, che include quello Irpef, tutte le entrate tassate con regimi sostitutivi o a titolo di imposta e tutti i redditi esenti.
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