Paternità, più peso al test del Dna

Pubblicato il 24 aprile 2008

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 10051 del 16 aprile 2008, ha accresciuto l’importanza del test del Dna nei procedimenti per il riconoscimento della paternità.

Il giudice, infatti, è tenuto a valutare come elemento favorevole a chi chiede il riconoscimento, il rifiuto alla sottoposizione dell’esame ematico sia del presunto padre sia quello dei suoi altri figli.
Ciò assume maggior rilievo nel caso in cui alla proposizione della domanda il presunto padre sia già defunto. Il rifiuto al test assurge, dunque, a valido elemento di prova della paternità.

Condividi l'articolo
Potrebbe interessarti anche

Legge di Bilancio 2026 in GU: guida alle novità in materia di lavoro

31/12/2025

Decreto sicurezza sul lavoro, legge in GU: le novità

31/12/2025

CBAM: avvio dal 1° gennaio 2026. Obblighi per importatori

31/12/2025

Conguaglio contributivo 2025: dall'Inps regole, scadenze e istruzioni

31/12/2025

Interesse legale 2026 all’1,60%: impatto su contributi e sanzioni

31/12/2025

Pensioni: adeguamento alla speranza di vita, con deroghe

31/12/2025

Ai sensi dell'individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei dati personali - Regolamento (UE) n.2016/679 (GDPR)
Questo sito non utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei "social plugin".

Leggi informativa sulla privacy