Più tutela contro il “bossing”

Pubblicato il 04 aprile 2008 Il “bossing” rientra nell’accezione di “mobbing”, configurandosi quando il datore attua la vessazione direttamente verso il dipendente. La reiterazione della condotta può provocare ripercussioni sulla salute del lavoratore, fino al danno biologico psichico, che appartiene alla famiglia più ampia del danno biologico, implicante una menomazione dell’integrità psicofisica della persona. Con il richiamo ai principi generali sopra descritti, il Tribunale di Como, sezione Lavoro, ha riconosciuto nel gennaio 2008 il diritto alla reintegra nel posto di lavoro ad una lavoratrice licenziata per superamento del periodo di comporto per malattia sorta a causa del “bossing” attuato dal datore.
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