Prelevamenti e versamenti, senza idonee giustificazioni, considerati come maggiori ricavi

Pubblicato il 21 novembre 2013 La Corte di cassazione, con la sentenza n. 25884 del 20 novembre 2013, si è pronunciata nell'ambito di un procedimento attivato da un contribuente per opporsi al maggior reddito che gli era stato contestato dall'agenzia delle Entrate sulla base di alcune indagini bancarie effettuate sui propri conti e su quelli dei familiari.

La Suprema corte, nell'accogliere il ricorso presentato dall'amministrazione finanziaria, ha evidenziato che per avvalersi delle presunzioni derivanti dalle movimentazioni bancarie non occorre che sussistano i requisiti di gravità, precisione e concordanza.

Ed infatti, i prelievi ed i versamenti sui conti correnti vanno considerati, sommandosi, alla stregua di maggiori ricavi; e ciò, salvo che il contribuente riesca a dimostrare di averne tenuto conto in sede di determinazione del reddito oppure provi che gli stessi siano estranei alla produzione del reddito.

In ogni caso – conclude la Corte - l'eventuale prova contraria può essere valutata dall'organo giudicante nel merito rapportandola agli elementi che risultano dai conti.
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