Privacy e avvocati: Vademecum dall’Ordine di Milano

Pubblicato il 10 luglio 2018

L’Ordine degli Avvocati di Milano ha messo a punto un proprio Vademecum per quanto riguarda gli adempimenti privacy della categoria a seguito dell’entrata in vigore del GDPR.

Il “Vademecum per gli Avvocati. Come gestire la Privacy" costituisce il quaderno n. 8/2018 del COA meneghino.

Nella presentazione del documento, viene fatto presente come il nuovo Regolamento europeo (GDPR), in vigore dal 25 maggio 2018, abbia cambiato la prospettiva in materia di protezione dei dati personali, in considerazione delle numerose disposizioni introdotte e degli altrettanti numerosi specifici adempimenti previsti.

Il Regolamento – viene sottolineato – “non indica più le misure minime da attuare, ma impone anche all’avvocato la responsabilità (accountability) di definire le misure più adeguate tra tutte quelle possibili, e di garantire poi la conformità al Regolamento (compliance) dei trattamenti eseguiti, e tutto ciò con lo scopo di assicurare la protezione delle persone fisiche nel trattamento dei dati, specialmente di quelli sensibili”.

Cosa deve fare l’avvocato?

Il testo, dopo una disamina avente ad oggetto le novità normative, i vari principi e l’acquisizione del consenso, si sofferma sugli specifici adempimenti che deve porre in essere l’avvocato per adeguarsi al Regolamento europeo sulla privacy.

L’avvocato – viene spiegato - quale titolare del trattamento (accountability), è responsabile delle relative attività e deve garantire che le medesime rispettino i principi generali del regolamento, predisponendo, a tal fine, misure adeguate ed efficaci per garantire la sicurezza dei dati.

Non basta più, ossia, limitarsi a effettuare un trattamento lecito ma è necessario anche essere responsabili per quel trattamento.

Al Vademecum sono allegate, in appendice, le Linee Guida predisposte a cura della Commissione privacy del Consiglio Nazionale Forense (CNF).

Allegati
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