Professionisti, l’adeguamento “salva”

Pubblicato il 19 aprile 2007

Scatta anche per i professionisti, con Unico 2007, la messa a regime dei primi studi di settore che impone un'attenta valutazione della non congruità scaturente da Gerico per il 2006. Per effetto della cancellazione della salvaguardia, insita nella regola “2 su 3”, basterà, infatti, una sola annualità non congrua per essere invitati al contraddittorio ed essere sottoposti all'accertamento. Tutto, poi, è complicato dalla nuova analisi di normalità economica e dall'orientamento delle Entrate sulla diretta applicabilità dello strumento ai fini dell'accertamento. Le novità introdotte sugli studi di settore scaturiscono dal fatto che non ci si basa più su una ricostruzione presuntiva dei compensi bensì sul numero e sulla tipologia degli incarichi. Ciò, unito alla cancellazione della regola del “2 su 3”, dovrebbe servire ad ottenere una ricostruzione calibrata dei compensi attribuibili al professionista e mediare le possibili anomalie conseguenti l'applicazione del principio di cassa nella tassazione dei redditi. Gli effetti della mancata correlazione con le spese sostenute dovrebbero essere attenuati dal fatto che gli studi definitivi sono quasi sempre relativi ad attività per cui i compensi vengono riscossi a prestazione ultimata. Nei confronti dei professionisti non congrui i compensi derivanti dall'applicazione degli studi di settore, approvati dopo la fase sperimentale, retroagiscono per accertare tutti i periodi d'imposta della fase provvisoria. Pertanto, l'aver dichiarato nelle annualità interessate dagli strumenti provvisori un volume di compensi congruo allo studio di settore potrebbe aver messo al riparo i professionisti interessati dall'applicazione retroattiva.

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