Quattro decreti dell’Economia per approvare 69 studi di settore evoluti

Pubblicato il 03 gennaio 2012 Sull’ultima “Gazzetta Ufficiale” del 2011, la n. 304 del 31 dicembre, sono stati pubblicati quattro distinti decreti del ministero dell’Economia e delle Finanze con cui si approvano 69 studi di settore applicabili al periodo d’imposta 2011.

Tutti i decreti ministeriali recano la data del 28 dicembre 2011 e si riferiscono a quattro differenti comparti economici. Essi riguardano studi di settore già in vigore nel 2008,  che necessitavano della consueta revisione triennale prevista dalla legge n. 146/1998, al fine di mantenere costante ed attendibile la loro rappresentatività rispetto alle mutevoli condizioni economiche, che in questi ultimi tempi hanno interessato specifiche aree geografiche e particolari settori produttivi.

Il primo provvedimento, riferito al comparto delle manifatture approva 18 studi di settore. Quello riferito al comparto dei servizi approva 17 studi di settore, mentre 6 sono gli studi di settore riferiti alle attività professionali. Infine, il decreto 28 dicembre 2011 che si riferisce alle attività economiche nel comparto del commercio e che approva 28 studi di settore.
Allegati
Condividi l'articolo
Potrebbe interessarti anche

Inps, bonus per autonomi colpiti dal maltempo: regole e domanda

08/05/2026

Consulta, più spazio agli interventi e nuove regole processuali

08/05/2026

Fondo credito ai giovani 2026, domande al via sulla piattaforma MyConsap

08/05/2026

Enpacl: slitta il versamento del contributo soggettivo

08/05/2026

Contributi agricoli INAIL 2026: prima scadenza il 16 settembre con nuove aliquote

08/05/2026

Piano Casa in Gazzetta, spinta all’housing sociale e investimenti privati

08/05/2026

Ai sensi dell'individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei dati personali - Regolamento (UE) n.2016/679 (GDPR)
Questo sito non utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei "social plugin".

Leggi informativa sulla privacy