Rateazione debiti INPS e INAIL: cosa cambia

Pubblicato il 01 dicembre 2025

Pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 278 del 29 novembre 2025, il decreto del ministero del lavoro del 24 ottobre 2025 apporta novità in materia di dilazione del pagamento dei debiti contributivi, dei premi assicurativi e degli accessori di legge Inps ed Inail.

Il decreto si fonda su un quadro normativo articolato che comprende più disposizioni di legge richiamate espressamente nel testo.

Legge 13 dicembre 2024, n. 203: questa legge ha introdotto nuove modalità di gestione dei debiti contributivi e ha attribuito al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, la facoltà di intervenire con atti di natura regolatoria per definire criteri e modalità di pagamento rateale. La legge del 2024 costituisce il presupposto generale per l’adozione del decreto del 2025.

Decreto legge 9 ottobre 1989, n. 338: base storica della disciplina relativa al pagamento rateale dei contributi previdenziali e assistenziali, contiene i principi che regolano la dilazione dei debiti contributivi, definendo, tra l’altro, la competenza degli enti nell’autorizzare piani di rateazione.

Legge 23 dicembre 2000, n. 388: ha previsto la possibilità per gli enti previdenziali di definire con appositi criteri le modalità di pagamento rateale dei debiti contributivi, ponendo l’accento sulla necessità di valutare la situazione economico-finanziaria dei richiedenti. Tale legge ha rappresentato un importante passaggio nell’evoluzione della disciplina delle rateazioni.

Ambito di applicazione

Il provvedimento riguarda tutti i debiti per contributi, premi assicurativi e accessori di legge dovuti all’INPS e all’INAIL, purché non affidati agli agenti della riscossione. La norma specifica che rientrano nel campo di applicazione sia i debiti correnti sia quelli già oggetto di precedenti rateazioni, a condizione che siano rispettati i requisiti stabiliti dagli atti regolamentari degli enti.

La disciplina interessa lavoratori autonomi, aziende, datori di lavoro e soggetti tenuti al versamento dei contributi previdenziali e assicurativi. Il decreto stabilisce, inoltre, che le modalità operative saranno definite dai consigli di amministrazione di INPS e INAIL entro sessanta giorni dalla pubblicazione del provvedimento, garantendo così un’applicazione uniforme a livello nazionale.

Pagamento dilazionato dei debiti per contributi, premi e accessori di legge

Il decreto individua come soggetti competenti l’INPS e l’INAIL, ai quali è attribuito il potere di concedere la rateazione dei debiti non ancora affidati agli agenti della riscossione. Questi enti svolgono quindi un ruolo centrale nella gestione del processo di dilazione, operando secondo requisiti e criteri stabiliti dalla normativa e dagli atti regolamentari da adottare entro sessanta giorni dalla pubblicazione del decreto.

La competenza esclusiva degli enti previdenziali garantisce maggiore tempestività nella valutazione delle domande, una più diretta comprensione delle situazioni contributive dei debitori e un coordinamento efficace tra le procedure di riscossione e quelle di regolarizzazione.

Tipologie di debiti che possono essere dilazionati

La disciplina riguarda i debiti per:

Rientrano nel perimetro anche i debiti contributivi maturati nel corso dell’attività corrente, poiché la norma intende assicurare una gestione complessiva e coerente del rapporto contributivo tra contribuente e ente previdenziale.

Requisiti di accesso alla dilazione (prima e seconda dilazione)

L’accesso alla dilazione è subordinato al possesso di specifici requisiti, che dovranno essere definiti con precisione dagli atti regolamentari degli enti. L’articolo 1 stabilisce però alcuni principi generali:

Situazioni di temporanea difficoltà attestate

Le situazioni di temporanea difficoltà devono essere documentate in modo chiaro e verificabile. Tra le circostanze che potranno essere considerate rilevanti figurano:

La valutazione dovrà sempre avvenire sulla base di criteri oggettivi fissati dagli atti degli enti.

Limiti economico-finanziari per la concessione della dilazione

Il decreto stabilisce che la rateazione possa essere concessa fino a un numero massimo di sessanta rate mensili, nel rispetto di soglie economico-finanziarie predefinite. In particolare, sono previsti limiti riferiti alla capacità di pagamento del debitore, alla sostenibilità del piano e all’esigenza di assicurare la contestualità tra riscossione delle rate e regolarità dei versamenti correnti.

Sono altresì individuate soglie differenziate per le situazioni ordinarie e straordinarie, con specifici limiti per i debiti fino a 500.000 euro e per quelli superiori, secondo quanto richiamato dal decreto.

Criteri e modalità di concessione della dilazione

L’articolo 2 stabilisce che i criteri e le modalità di concessione della dilazione, comprese quelle relative alla seconda rateazione, siano definiti dai consigli di amministrazione di INPS e INAIL attraverso appositi atti regolamentari. Questi atti devono essere adottati entro sessanta giorni dalla pubblicazione del decreto e contengono le disposizioni operative necessarie per rendere pienamente applicabile la normativa.

La scelta di affidare agli organi di amministrazione la definizione delle regole applicative risponde alla necessità di garantire un adeguato livello di flessibilità e di permettere agli enti di adattare i criteri alla propria struttura organizzativa e alle esigenze contributive dei debitori.

Gli atti regolamentari dovranno contenere indicazioni dettagliate riguardanti:

Queste disposizioni sono essenziali per garantire uniformità interpretativa e una corretta applicazione della normativa su tutto il territorio nazionale.

Requisiti per la concessione e per il mantenimento della dilazione

I requisiti per la concessione comprendono elementi oggettivi come:

Per il mantenimento della dilazione, il contribuente deve rispettare puntualmente le scadenze dei pagamenti e mantenere la regolarità contributiva corrente. La violazione di tali condizioni può comportare la decadenza dal piano.

Modalità di presentazione della domanda

La domanda deve essere presentata esclusivamente in via telematica, tramite i servizi messi a disposizione dall’INPS e dall’INAIL. La modalità digitale consente una gestione più rapida e trasparente del procedimento, oltre a garantire tracciabilità e semplificazione amministrativa.
Il debitore deve allegare la documentazione economico-finanziaria prevista dagli enti, necessaria per valutare la sostenibilità della richiesta.

Numero massimo di rate concedibili

Il decreto prevede che il piano di dilazione possa articolarsi fino a un massimo di sessanta rate mensili, salvo quanto stabilito dagli atti regolamentari. La durata del piano deve essere coerente con la capacità finanziaria del debitore e con la necessità di assicurare un recupero tempestivo dei crediti da parte degli enti previdenziali.

Valutazione della situazione economico-finanziaria del debitore

La valutazione della situazione economico-finanziaria rappresenta un elemento centrale del procedimento. Gli enti previdenziali devono esaminare:

Tale analisi è necessaria per determinare la sostenibilità del piano e per calibrare il numero delle rate in modo adeguato alle esigenze del contribuente.

Trattamento dei debiti già oggetto di precedente dilazione

Il decreto consente la presentazione di una nuova domanda di dilazione anche per debiti già inclusi in piani precedenti, a condizione che siano rispettati i requisiti previsti e che il nuovo piano assicuri la sostenibilità finanziaria del debitore.

Gli enti previdenziali devono rideterminare il numero delle rate nel rispetto delle condizioni economiche aggiornate del richiedente, garantendo la contestualità tra riscossione delle rate e regolarità dei versamenti in corso.

Decorrenza e modalità operative

L’articolo 3 stabilisce che i requisiti, i criteri e le modalità di pagamento della dilazione - così come definiti dagli atti regolamentari adottati dai consigli di amministrazione di INPS e INAIL - trovano applicazione a partire dal trentesimo giorno successivo all’adozione degli stessi atti.

La norma evidenzia un principio di transizione ordinata: fino all’adozione dei nuovi atti, continuano ad applicarsi le disposizioni precedentemente vigenti, evitando così vuoti normativi o incertezze applicative. Il rispetto di questa tempistica è fondamentale per garantire la corretta gestione delle domande presentate durante il periodo intermedio.

Domande presentate dal 12 gennaio 2025

Per le domande presentate dal 12 gennaio 2025 trovano applicazione le nuove condizioni introdotte dal decreto. In particolare:

L’applicazione delle nuove condizioni sin dalla prima data utile garantisce un’omogenea gestione delle domande e consente di avviare immediatamente il nuovo sistema basato su trasparenza, equità e sostenibilità finanziaria.

Modalità di rideterminazione del numero delle rate

L’articolo 3 specifica che INPS e INAIL, nel caso di domande presentate dal 12 gennaio 2025 relative a debiti già sottoposti a precedenti piani di rateazione, devono procedere alla rideterminazione del numero delle rate nel rispetto delle condizioni previste dall’articolo 2. Ciò significa che la durata del piano deve essere ricalcolata tenendo conto dei seguenti elementi:

NOTA BENE: il contribuente non ha un diritto automatico alla ridefinizione del piano: l’adeguamento è subordinato al possesso dei requisiti e alla valutazione degli enti. Tale impostazione evita utilizzi impropri dello strumento della dilazione e garantisce che il nuovo piano sia sostenibile nel lungo periodo.

Riassumendo

Entrata in vigore dei requisiti e criteri

I nuovi criteri e requisiti definiti dagli atti regolamentari di INPS e INAIL si applicano dal 30° giorno successivo alla loro adozione. Fino a tale data restano valide le disposizioni precedenti.

Data di riferimento per le nuove domande

Le domande presentate dal 12 gennaio 2025 rientrano automaticamente nella nuova disciplina prevista dall’art. 1, comma 11 bis, del D.L. 338/1989.

Nuove condizioni applicabili

Per le domande dal 12 gennaio 2025 si applicano: requisiti aggiornati, nuovi criteri di valutazione economico-finanziaria, limiti sul numero massimo di rate e nuove modalità di verifica della sostenibilità del piano.

Rideterminazione del numero delle rate

Per i debiti già oggetto di piani di dilazione, INPS e INAIL devono ricalcolare il numero delle rate secondo i nuovi criteri previsti dagli atti regolamentari. Non è un diritto automatico: serve verifica della sostenibilità.

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