Sistemi di distribuzione energia “chiusi”. Corte Ue su norme italiane

Pubblicato il 01 dicembre 2018

La Corte di giustizia si è pronunciata in ordine ad alcune domande di pronuncia pregiudiziale che vertevano sull’interpretazione dell’articolo 2, paragrafi 5 e 6, dell’articolo 15, paragrafo 7, dell’articolo 26, paragrafo 4, dell’articolo 28 e dell’articolo 37, paragrafo 6, lettera b), della direttiva 2009/72/CE relativa a norme comuni per il mercato interno dell’energia elettrica.

Dette domande erano state presentate nell’ambito di una controversia che vedeva contrapposti, da un lato, una Spa e varie altre imprese proprietarie o incaricate della gestione di reti private di distribuzione dell’energia elettrica e, dall’altro, l’Autorità per l’energia elettrica italiana, in merito alla decisione adottata da quest’ultima di imporre loro svariati obblighi riguardanti in particolare l’accesso dei terzi e il servizio di dispacciamento.

Accesso limitato, bocciata normativa italiana

Nel testo della sentenza del 28 novembre 2018, cause riunite C-262/17, C-263/17 e C-273/17, i giudici europei hanno sancito:

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