Sospeso dall’attività il medico che fornisce farmaci agli sportivi professionisti in salute

Pubblicato il 26 agosto 2011 Colpevole di aver violato le norme deontologiche il medico che prescrive farmaci agli atleti sani non al fine di fargli vincere una gara ma solo per fargli recuperare il tono fisico e dargli così la possibilità di avere un posto in squadra.

Lo ha sostenuto la Corte di cassazione, con sentenza 17496/2011, confermando la condanna di quattro mesi di sospensione dall'attività medica decisa dalla Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie.

I giudici hanno escluso, stante il mancato collegamento della terapia prescritta con un evento agonistico, l’ipotesi di condanna per doping, ma è rimasta in piedi l’accusa per aver violato le norme deontologiche che non permettono di prescrivere una terapia al solo fine di mantenere il posto in squadra.
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