Studi a revisione “territoriale”

Pubblicato il 21 ottobre 2008

Il settore delle costruzioni dovrebbe essere il primo a vedere l’avvio della sperimentazione territoriale prevista per gli studi di settore dalla manovra d’estate. Ma, in realtà, la calibratura sulle realtà locali degli studi dovrebbe riguardare tutti gli strumenti messi in atto dall’Amministrazione finanziaria per “misurare” l’adempimento fiscale di autonomi e piccoli imprenditori, man mano che avranno luogo le revisioni. Per quanto riguarda il settore delle costruzioni, secondo il parere di Giampietro Brunello, A.d. della Società per gli studi di settore, la realtà locale interessa sia i modelli organizzativi sia la struttura dei prezzi, intendendo con essi tanto i prezzi a cui viene collocato un prodotto o un servizio sul mercato, quanto quelli ai quali vengono remunerati i fattori della produzione. I criteri per l’attuazione della norma della manovra estiva sulla territorialità sarà oggetto di un provvedimento dell’agenzia delle Entrate. A livello tecnico, dunque, sono i modelli organizzativi e i prezzi i criteri guida per arrivare a studi di settore che “fotografino” le differenze territoriali delle attività sottoposte a controllo. L’articolazione a livello locale dello studio di settore, inoltre, dovrà passare anche attraverso il coinvolgimento degli osservatori regionali, come dimostrato dalla circolare della direzione del Piemonte, che ha fissato alcuni elementi per l’applicazione “ragionata” degli studi nella Regione. In futuro, infatti, gli osservatori potrebbero essere chiamati a partecipare non solo alla parte applicativa dello studio, ma anche in quella della sua elaborazione. Sempre secondo quanto sancito dalla manovra d’estate, la regionalizzazione degli studi oppure la loro elaborazione su base comunale dovrà avvenire con criteri di gradualità entro il 31 dicembre 2013; la revisione in atto degli studi da mettere in campo per la prossima versione di Gerico, invece, dovrà essere licenziata entro il prossimo mese di dicembre. La prima scadenza è attesa proprio per i primi giorni di dicembre, quando verranno definite le regole da applicare, mentre entro la fine del mese l’Agenzia pubblicherà i provvedimenti per rendere operativi i nuovi studi.

Sull’argomento degli studi di settore è stata intervistata anche Marina Calderone, presidente del consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, che auspica l’adozione di comportamenti adatti a questo particolare momento di crisi per evitare che fisco e complicazioni burocratiche possano appesantire il conto delle imprese. La parola d’ordine è, appunto, “flessibilità”. “Occorre allineare gli studi di settore, se non vogliamo che questi strumenti siano ancora meno rappresentativi dell’andamento economico”. Questo il commento del Presidente.

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