Studi di settore, Gerico non basta

Pubblicato il 25 gennaio 2008

La circolare 5/E/2008, titolata “Studi di settore. Le novità introdotte dal decreto legge n. 81 del 2 luglio 2007 e dalla finanziaria per il , riflette ulteriormente sulla forza probatoria degli strumenti per l’accertamento, traendo spunto dalle correzioni apportate dalle leggi fondamentali dello Stato 2007 e 2008 sulla questione degli indicatori di normalità economica. Questi rappresentano una presunzione semplice, dotata di gravità, precisione e concordanza, che tuttavia non legittima da sola la pretesa dell’Ufficio, che sarà perciò tenuto al reperimento di più elementi in grado di legittimare l’eventuale atto impositivo. Gerico non può cioè legittimare in modo automatico l’accertamento. Occorre il supporto della fondatezza delle stime derivanti dai risultati degli studi di settore, che non può che emergere nel contraddittorio con il contribuente.

Le affermazioni dell’Agenzia sul non automatismo tra i risultati degli studi e l’accertamento rendono più confidenza al dialogo con il contribuente, garantendogli controlli a partire dal soggetto che ha dichiarato ricavi inferiori al minimo previsto dagli studi di settore, fuori dall’intervallo di confidenza individuato da Gerico.

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