Tutor: contraffazione di brevetto già registrato

Pubblicato il 11 aprile 2018

La Corte d’appello di Roma, Sezione specializzata in materia d’impresa, ha accertato e dichiarato che il sistema di sorveglianza sul traffico stradale denominato “Tutor”, installato da Autostrade per l’Italia Spa sulle autostrade dalla stessa gestite, costituisce una contraffazione del brevetto nazionale di cui è titolare un’altra società.

Lo ha fatto con sentenza n. 2275 depositata il 10 aprile 2018 con la quale ha accolto l’appello promosso da quest’ultima, una Srl, titolare, come detto, di un brevetto su un sistema in grado di rilevare anche la velocità media dei veicoli, registrato nel 1999.

Contraffazione per equivalenza

In particolare, i giudici di secondo grado hanno ritenuto provata l’esistenza di una contraffazione per equivalenza: di fatto, è stato affermato che l’idea inventiva del brevetto della appellante, fosse stata “pedissequamente riprodotta”.

All’appellata è stato, così, ordinato sia di astenersi, per il futuro, dal fabbricare, commercializzare e utilizzare il sistema in oggetto in violazione del diritto di privativa, sia di rimuovere e distruggere tutte le attrezzature esistenti sulle autostrade che costituiscano violazione del brevetto citato, fissando, per ogni giorno di ritardo nell’osservanza dell’inibitoria, il pagamento di una sanzione civile di 500 euro in favore della Srl.

E’ stato anche ordinato, come sanzione accessoria, che la medesima sentenza venga pubblicata, a cura dell’appellante e a spese dell’appellata, sui principali quotidiani e sui mensili di settore.

Autostrade: rimozione solo dopo la sostituzione del sistema

Nel frattempo, Autostrade per l’Italia ha annunciato che provvederà ad impugnare, in sede di legittimità, la presente decisione e che non rimuoverà immediatamente il sistema Tutor, essendo disposto a pagare le sanzioni civili disposte fino al giorno della sostituzione del medesimo.

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