Verifica degli elementi necessari per la tassazione “per trasparenza” per le società in Paesi black list

Pubblicato il 22 agosto 2009

La Banca d’Italia con il quaderno di ricerca n. 65 del mese di luglio scorso, intitolato “Le disposizioni italiane di contrasto all’elusione fiscale internazionale”, ha offerto degli spunti di riflessione molto attuali soprattutto alla luce delle nuove disposizioni contenute nel decreto anticrisi per contrastare gli arbitraggi fiscali e i paradisi fiscali. Si tratta di argomenti piuttosto delicati per i quali si auspica anche un intervento da parte dell’agenzia delle Entrate. L’argomento su cui la nostra Banca Centrale si è maggiormente soffermata riguarda le società controllate e collegate situate in paesi black list e per le quali scatta la tassazione per “trasparenza”. Gli elementi in base ai quali si dovrebbe ricorrere al nuovo regime di tassazione sono da ricercare, in primo luogo, nell’effettivo radicamento nello Stato di insediamento di una struttura organizzativa e per le attività bancarie, finanziarie e assicurative nella necessità di verificare la prevalenza delle fonti, degli impieghi o dei ricavi nello stato di insediamento.

Roberta Moscioni

Condividi l'articolo
Potrebbe interessarti anche

CCNL Chimica pmi Confapi - Ipotesi di accordo del 23/2/2026

27/02/2026

Chimica pmi Confapi. Rinnovo Ccnl

27/02/2026

CCNL Metalmeccanica industria - Accordo welfare del 23/2/2026

27/02/2026

Ccnl Metalmeccanica industria. Welfare

27/02/2026

Scarso rendimento e malattia simulata: licenziamento legittimo

27/02/2026

DDL caregiver: nuove tutele in arrivo per le famiglie

27/02/2026

Ai sensi dell'individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei dati personali - Regolamento (UE) n.2016/679 (GDPR)
Questo sito non utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei "social plugin".

Leggi informativa sulla privacy