Violati i diritti umani, scatta il nuovo processo

Pubblicato il 03 dicembre 2008

Con una sentenza del 12 novembre, la cui motivazione deve essere ancora depositata, la Cassazione ha statuito che le violazioni alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo devono essere sanate mediante la celebrazione di un nuovo processo. Nel caso esaminato, un magistrato italiano, condannato nel merito per corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio, aveva chiesto, con ricorso in Cassazione, il riconoscimento dell'intervenuta prescrizione. I giudici di legittimità non avevano accolto l'istanza riqualificando il reato nella fattispecie, più grave, di corruzione in atti giudiziari. Da qui il ricorso, per asserita violazione del principio del giusto processo, alla Corte di Strasburgo, la quale, riconoscendo la fondatezza delle istanze del giudice, ha precisato che la riparazione ottimale a tale violazione sarebbe stata quella di un nuovo processo. Del caso, è stata così investita nuovamente la Cassazione la quale, rinviando all'art. 625bis del codice di procedura penale - che ammette il ricorso straordinario nel caso di errore materiale o di fatto - sembra aver rimediato all'inerzia del legislatore che, in materia, non si è ancora allineato alle direttive europee.

Allegati
Condividi l'articolo
Potrebbe interessarti anche

Codice di condotta influencer: cosa cambia con la delibera AGCOM

18/03/2026

Alitalia-ITA, Garante privacy: illecito il passaggio dei dati dei dipendenti

18/03/2026

Consulenti del lavoro: guida alla rottamazione quinquies 2026

18/03/2026

Comunicazione del medico competente all’INAIL entro il 31 marzo

18/03/2026

ISA 2025: manutenzione annuale e novità sul Concordato preventivo biennale

18/03/2026

Il Fondo di Tesoreria INPS

18/03/2026

Ai sensi dell'individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei dati personali - Regolamento (UE) n.2016/679 (GDPR)
Questo sito non utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei "social plugin".

Leggi informativa sulla privacy