Agli Ordini forensi anche la facoltà di ridurre gli iscritti

Pubblicato il 29 giugno 2008
Nell'ambito del dibattito acceso in tema di riforma dell'ordinamento forense è stata avanzata la proposta di cancellare dall'Albo gli avvocati “non operativi”. L'eventuale taglio riguarderebbe circa 25 mila avvocati non iscritti alla Cassa ed altrettanti che denunciano un reddito irrisorio; tra questi potrebbero esserci giovani ma anche avvocati che svolgono altre attività. Quello forense non è tuttavia l'unico ordine “fantasma”: molti sono gli ingegneri, gli architetti o gli attuari che non risultano iscritti alla Cassa di previdenza del relativo settore. Il Cnf è favorevole a progetti di legge che rafforzino i poteri degli Ordini locali, ma questi cambiamenti, secondo il presidente Guido Alpa, devono rientrare sulla riforma complessiva dell'avvocatura che dovrà intervenire in materia di tirocinio, esame di abilitazione e competenze. Tra le varie questioni su cui appare necessario l'intervento del legislatore spicca l'alto numero degli iscritti: mentre in Francia c'è un legale ogni 1.465 abitanti e nel Regno Unito uno ogni 342, in Italia il rapporto è di un avvocato per ogni 283 cittadini. Tra le altre questioni, il Cnf evidenzia la necessità della radicale riforma della macchina giudiziaria, da attuare attraverso misure di semplificazione delle procedure. Viene ricordata, infine, la necessità di salvaguardare il potere disciplinare degli Ordini ed il codice deontologico dai tentativi di limitazione dell'Antitrust.
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