Aiuti, Italia contro la Corte Ue

Pubblicato il 07 marzo 2006

In materia di aiuti di Stato, la posizione dell’Italia è apertamente in contrasto con quella adottata dall’Unione europea. A proposito del controverso tema della compatibilità degli incentivi alle imprese con le norme europee sugli aiuti di Stato, il nostro Paese si dice contrario all’applicazione della “sentenza Deggendorf”. Sulla base di tale giurisprudenza, europea sostiene che non può essere concessa nessuna nuova agevolazione se prima non ci si impegna al recupero dei bonus dichiarati incompatibili. Secondo il Fisco italiano si tratta di una vera e propria ingerenza da parte di Bruxelles: non può appropriarsi di un potere che non ha – cioè bloccare di fatto le future agevolazioni – quanto piuttosto dovrebbe limitarsi a valutare la compatibilità o meno degli aiuti. 

La partita tra Roma e Bruxelles resta ancora aperta: senza un impegno al recupero di aiuti dichiarati illegali o incompatibili, le imprese che ne hanno beneficiato non potranno più ottenere nuove misure agevolative. I tempi di recupero sono molto lunghi e difficili, perciò l’Italia si dichiara categoricamente contraria alla decisione della Commissione, temendo che la mancata restituzione dei benefici considerati aiuti di Stato incompatibili, possa paralizzare l’intera macchina degli aiuti alle imprese italiane.  

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