Ambiente in pericolo, c’è il carcere

Pubblicato il 25 aprile 2007

Il disegno di legge recante le disposizioni concernenti i delitti contro l’ambiente,  realizzato in sinergia dai ministri dell’Ambiente e della Giustizia, è stato approvato dal Consiglio dei Ministri. Pertanto nel Codice Penale viene inserito il Titolo VI-bis dei delitti contro l’ambiente, che sanziona reati ambientali di particolare gravità come disastri ambientali, traffici di materiali radioattivi o nucleari, di rifiuti illeciti ma che punisce anche reati minori o strumentali agli ecoilleciti, come la frode ambientale o l’impedimento al controllo. I nuovi reati sono puniti essenzialmente a titolo di dolo, ma anche a titolo di colpa, con pene ridotte della metà. Per quasi tutti i reati sono previsti reclusione, da sei mesi a dieci anni, e multa, fino a 250.000 euro, in proporzione al danno prodotto; previste anche pene accessorie e talvolta confisca di mezzi e strumenti. L’esecuzione della bonifica, il recupero e, se possibile, il ripristino dello stato dei luoghi è a carico del condannato. Il ddl contiene provvedimenti specifici contro i delitti ambientali in forma organizzata, per i quali le pene sono aumentate, fino alla metà nel caso delle “ecomafie”.

 

Il Governo è delegato ad adottare decreti legislativi per il riordino e l’integrazione delle disposizioni di legge concernenti illeciti in materia di difesa dell’ambiente, nonché la previsione di una procedura di estinzione agevolata delle violazioni contravvenzionali ed amministrative in materia di ambiente. 

Allegati
Condividi l'articolo
Potrebbe interessarti anche

Decreto PNRR 2026: al via l'ISEE automatico

30/01/2026

Controllo a distanza e GDPR: il Garante privacy sui sistemi di monitoraggio della guida

30/01/2026

Ricongiunzione contributiva: come calcolare rate e debito residuo

30/01/2026

Email aziendale attiva dopo il licenziamento? Sanzioni dal Garante Privacy

30/01/2026

Ferie arretrate e assenza dal lavoro: quando il licenziamento è legittimo

30/01/2026

RENTRI, tracciabilità dei rifiuti: l’INL sull’uso dei sistemi GPS

30/01/2026

Ai sensi dell'individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei dati personali - Regolamento (UE) n.2016/679 (GDPR)
Questo sito non utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei "social plugin".

Leggi informativa sulla privacy