Antiriciclaggio. Sì del Garante Privacy alla banca dati centralizzata

Pubblicato il 05 settembre 2022

Il Garante Privacy ha informato di aver reso parere favorevole all'istituzione, presso gli organismi di autoregolamentazione, di una banca dati informatica centralizzata, finalizzata alla prevenzione dell'utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo.

La notizia si apprende nel testo dell'ultima newsletter dell'Autority, n. 494 del 1° settembre 2022.

La creazione di questo database, che verrà alimentato dagli atti, utili ai fini delle valutazioni del rischio di riciclaggio, inviati dai professionisti, quali commercialisti, avvocati, notai, consulenti del lavoro, nell’esercizio della propria attività , costituisce la principale delle novità introdotte con lo schema di articolato volto a modificare il Decreto legislativo n. 231/2007 e su cui, appunto, il MEF ha chiesto il parere dell'Autorità.

Tale ultimo schema - si legge nel provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali n. 241 del 7 luglio 2022 - recepisce "molte delle indicazioni fornite dall’Autorità, nell’ambito di numerose interlocuzioni tra gli Uffici del Garante e del Ministero, volte a coniugare nel modo migliore l’esigenza di centralizzazione delle informazioni trasmesse dai professionisti con il diritto alla protezione dei dati personali".

Tra le principali innovazioni, la limitazione dell’oggetto della banca dati: la categoria delle informazioni da conservare nelle istituende banche dati è stata limitata ai soli dati per i quali vige, in capo ai soggetti obbligati, una prescrizione di conservazione decennale.

E' stato inoltre chiarito, come suggerito dal Garante, il carattere tassativo dell’elenco dei soggetti legittimati all’accesso.

Come ulteriore novità, lo schema prevede la generazione, da parte del sistema, di un avviso in grado di garantire maggiore uniformità, da parte dei professionisti, nelle modalità di adempimento degli obblighi antiriciclaggio. Questo nelle ipotesi di operazioni potenzialmente rischiose.

Per la generazione dell’avviso, anche tramite utilizzo di sistemi automatizzati, il Garante ha chiesto di demandare a una norma, almeno di natura regolamentare, la descrizione delle modalità di elaborazione dell’alert e la previsione delle relative garanzie per gli interessati.

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