Avvio lento per i mutui al 4%

Pubblicato il 06 gennaio 2009 Gli istituti bancari hanno due mesi (sino a fine febbraio 2009) per adeguarsi alla novità contenuta nel dl 185/2008, della riduzione al 4% del tetto massimo per gli interessi da corrispondere sui mutui a tasso variabile. La regola investe tutti i prestiti a tasso “non fisso” accesi in data anteriore al 31 ottobre 2008 per l’acquisto, la costruzione e la ristrutturazione dell’abitazione principale, eccezion fatta per case signorili, ville e castelli. Incontra però serie difficoltà organizzative l’applicazione del decreto, che è peraltro ancora suscettibile di correzioni in fase di conversione in Parlamento. Ne deriva che sebbene la disposizione contenuta nel decreto anticrisi sia in teoria già efficace per tutte la rate in scadenza dal 1° gennaio 1999, nella rata è probabile che in questi giorni i risparmiatori si vedano addebitare sul conto corrente l’importo originario, senza traccia del contributo dello Stato previsto dal dl 185. Ma i risparmiatori non avranno nulla da temere, perché lo sconto (quando dovuto) arriverà, come rassicura la circolare del mineconomia del 29 dicembre scorso: “Il mutuatario deve naturalmente essere tenuto indenne da ogni effetto di tali ritardi. In particolare, ogni contributo deve essere accreditato con valuta del giorno di scadenza a cui è relativo”.
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