Cassa notariato: modificati i requisiti per l'erogazione dell'assegno di integrazione

Pubblicato il 10 febbraio 2010
Anche i notai risentono dell'attuale grave crisi economica. Ed infatti, a fine 2009, sono ben 213 i professionisti che hanno fatto domanda all'Ente di previdenza per chiedere l'erogazione dell'assegno di integrazione a causa del mancato superamento, nel 2008, della soglia dei 32 mila euro di reddito. 196 i notai che hanno ottenuto l'integrazione. Francesco Attaguile, presidente di Cassa notariato, spiega come il minor gettito dei notai sia derivato anche dalle dalla perdita di competenze determinata dal processo di liberalizzazione di Bersani. Solo nel 2009, la Cassa ha registrato una contrazione del 10% delle entrate contributive.

Per il futuro, sono previste nuove norme regolamentari sull'assegno di integrazione. In particolare, in base alle modifiche del regolamento per l'attività di previdenza e solidarietà deliberate dal Consiglio di amministrazione della Cassa del 20 febbraio 2009 e approvate, a fine 2009, anche dai ministeri vigilanti, viene previsto un regime più rigido. Oltre al requisito dell'obbligo di residenza anagrafica in un comune del distretto notarile di appartenenza per il periodo di riferimento, in futuro l'assegno di integrazione sarà determinato sulla somma degli onorari di repertorio di tutti i notai aderenti all'associazione, in base alla presunzione assoluta che le quote siano tutte uguali. Dopo dieci anni, anche non consecutivi, di percezione dell'assegno di integrazione, il notaio perderà il diritto allo stesso.
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