Cndcec su revisione legale

Pubblicato il 21 maggio 2016

Il presidente dei commercialisti e degli esperti contabili, Gerardo Longobardi, ha inviato una lettera al Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, in merito allo schema di decreto legislativo in tema di riforma della revisione legale, attualmente sottoposto al parere delle Commissioni parlamentari.

Il Cndcec chiede che si deleghino agli Ordini professionali le funzioni della formazione e della disciplina e che ci sia un ripensamento sul meccanismo degli esoneri dall’esame di idoneità per l’esercizio della revisione legale, che al momento prevede per i commercialisti una prova “addizionale” giudicata dal Consiglio nazionale del tutto ingiustificata. Secondo la missiva si deve tornare alla piena equipollenza, ai fini dell’esercizio dell’attività di revisione legale, dell’esame di Stato per l’accesso alla professione di commercialista o alla professione di esperto contabile e dell’esame di idoneità professionale per l’esercizio della revisione legale.

Forti perplessità suscita l’eventualità che in questo ambito vengano delegate funzioni anche ad associazioni prive di reale rappresentatività.

Segue la missiva, l'invio delle osservazioni del Consiglio nazionale dei commercialisti alle Commissioni riunite Giustizia e Finanze della Camera chiamate ad esaminare il provvedimento.

Replica dell'Istituto nazionale dei revisori legali

La tesi dell'equipollenza è osteggiata dall'Istituto nazionale dei revisori legali : “I commercialisti non hanno ancora compreso che la norma europea è insuperabile e che le loro attese sono in realtà pretese ingiustificate e unicamente riportate a un’Italia che non vuol diventare moderna con l’Europa e anzi la relega più verso l’Africa. La richiesta di equipollenza è fuori tempo, fuori luogo e contro la legge”.

Evento formativo

Prende spunto dal libro “Il Re Fisco è nudo", di Alessandro Giovannini, la tavola rotonda che si svolgerà il 26 maggio 2016, presso il salone della Fondazione nazionale dei commercialisti, organizzata dal Consiglio nazionale di categoria.

Per gli accreditati che lo seguiranno varrà 3 crediti.

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