L’Agenzia delle Entrate rafforza il perimetro applicativo dell’obbligo di collegamento tra strumenti di pagamento elettronico e dispositivi di certificazione dei corrispettivi.
Con i chiarimenti pubblicati il 10 marzo 2026 nelle FAQ ufficiali, viene precisato che l’adempimento riguarda anche gli esercenti che operano in franchising con Pos intestati al franchisor. Nello stesso aggiornamento, l’Amministrazione interviene anche sul caso dell’esclusione errata di un terminale dall’elenco dei dispositivi da collegare, indicando come soluzione il censimento manuale.
Le nuove indicazioni si inseriscono nel percorso di attuazione della procedura web disponibile dal 5 marzo 2026 e si affiancano alle novità contenute nella versione 11.2 delle specifiche tecniche sulla memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi, pubblicata il 4 marzo.
Uno dei chiarimenti di maggiore impatto operativo riguarda il rapporto di franchising. Secondo l’Agenzia, l’obbligo di collegamento Pos-Rt sussiste anche quando l’esercente utilizza un terminale di pagamento non intestato a sé, ma al franchisor. La titolarità formale del Pos, quindi, non assume rilievo tale da escludere l’adempimento.
Ciò che conta è la riconducibilità del pagamento elettronico all’operazione certificata tramite il registratore telematico dell’affiliato. In questo scenario, il franchisee è tenuto a censire manualmente i dati identificativi del Pos del franchisor, così da renderlo disponibile per l’abbinamento al proprio Rt.
L’altro chiarimento diffuso il 10 marzo 2026 riguarda l’ipotesi in cui l’esercente abbia erroneamente escluso un Pos dall’elenco dei dispositivi da collegare. In questo caso il terminale non risulta più visibile nella procedura web e non può essere selezionato per l’abbinamento.
Per ripristinare correttamente il dispositivo, l’utente deve reinserire manualmente i dati identificativi del Pos tramite l’apposita funzionalità del portale. Solo dopo questa nuova registrazione il terminale torna disponibile per il collegamento con il registratore telematico.
Il quadro si completa con l’aggiornamento delle specifiche tecniche al 4 marzo 2026. La versione 11.2 introduce infatti, per la prima volta, una nuova tipologia di registratore telematico: l’Rtd.
Si tratta di un dispositivo pensato per operare in ambienti digitali e dialogare con software gestionali, tablet o siti web utilizzati per la vendita. Il sistema riceve, tramite Api, i dati dell’operazione, elabora il documento commerciale, gli attribuisce un progressivo, lo sottoscrive digitalmente e restituisce al gestionale il file dello scontrino elettronico da rilasciare al cliente.
L’Rtd incorpora inoltre il sigillo fiscale digitale, elemento tecnico progettato per rilevare eventuali manomissioni del modulo fiscale.
Tra le novità della versione 11.2 rientra anche una nuova modalità di gestione dei buoni pasto. Le specifiche consentono all’esercente di optare per l’accettazione dei ticket esclusivamente con riferimento alle operazioni soggette ad aliquota Iva del 10 per cento.
La scelta deve essere annotata nella memoria permanente di riepilogo del registratore telematico, con indicazione della data e dell’ora di decorrenza. Il valore dei buoni, al netto dell’Iva, confluisce nel campo relativo al blocco dell’aliquota al 10 per cento, valorizzato con la dicitura “TICKET”.
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