Commercialisti: sciopero revocato. Sì a moratoria

Pubblicato il 11 settembre 2020

Scongiurato lo sciopero dei commercialisti indetto dal 15 al 22 settembre. A sbloccare la vicenda l’incontro della categoria con Mef e Agenzia delle entrate.

Il presidente Cndcec, Miani, e le associazioni sindacali (ADC- AIDC – ANC- ANDOC – FIDDOC – SIC – UNAFRACO – UNGDCEC – UNICO) sono soddisfatti. Dal ministro dell’Economia Gualtieri, che non ha partecipato alla riunione, il riconoscimento ai commercialisti: “Hanno svolto un ruolo cruciale durante la pandemia, garantendo l’operatività degli strumenti di sostegno introdotti dal Governo per l’emergenza COVID… vogliamo sviluppare un dialogo rafforzato, anche sul futuro della professione, coinvolgendo tutti i Ministeri interessati. I temi di cui discutere sono tanti, dalla riforma fiscale alla semplificazione della normativa e degli adempimenti. Mi auguro che l’incontro di oggi ci permetta di superare le criticità di questa difficile fase e segnare l’avvio di un percorso di confronto costruttivo e costante”.

Il commento è nel comunicato stampa Mef, n. 208 del 10 settembre 2020, che dà contezza degli accordi raggiunti.

Promessa una interlocuzione sistematica con l’Agenzia delle entrate e gli uffici Mef sulla riforma fiscale, in corso di predisposizione nel quadro della prossima manovra di Bilancio, e sulle tematiche applicative della normativa fiscale.

Già fissato il primo incontro con il ministro Gualtieri. Si terrà il 7 ottobre prossimo.

Revoca sciopero. Gli obiettivi raggiunti

Alla base della revoca l'impegno del Governo a sostenere in Parlamento l’emendamento al decreto Agosto con la moratoria, non per tutti, sulle sanzioni per i ritardati pagamenti delle liquidazioni delle imposte in scadenza il 20 agosto.

Se approvato, per i contribuenti che hanno registrato nel primo semestre del 2020 una riduzione del fatturato di almeno il 33%, ci sarà la possibilità di effettuare il pagamento entro venerdì 30 ottobre con la sola maggiorazione dello 0,8%.

Inoltre, i vertici del Mef hanno manifestato la volontà di discutere insieme ai professionisti una riforma organica del welfare che superi i limiti della rete di protezione sociale per quanto riguarda il lavoro autonomo e professionale.

Tra i tavoli di concertazione, nelle intenzioni delle parti, anche quello dello sviluppo e della tutela della professione, portato all’attenzione del Mef dal presidente Miani.

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