Confermato il sequestro della spedizione di rifiuti se la tracciabilità è a rischio

Pubblicato il 14 marzo 2013 La Corte di cassazione, con la sentenza n. 11837 depositata il 13 marzo 2013, ha ritenuto legittimo il sequestro preventivo disposto dal Gip del Tribunale di Ravenna su quattro containers nell’ambito di un’indagine per traffico illecito di rifiuti che vedeva coinvolta una società italiana accordatasi con due società cinesi per l'invio, in Cina, di una cospicua partita di rifiuti.

Anche se entrambe le società cinesi erano in possesso delle licenze necessarie per lo svolgimento delle attività in Cina, la società italiana non possedeva la licenza cinese (Asqiq) necessaria per la vendita diretta dei materiali di recupero sul mercato straniero. Per questo motivo era scattata la misura cautelare.

Secondo la Suprema corte, in particolare, l’illegittimità della procedura di spedizione, oltre che dall’assenza dell’autorizzazione in capo alla società italiana, discendeva anche dall’esistenza di un concreto ed attuale pericolo di aggravamento delle conseguenze del reato ipotizzato in quanto la spedizione dei containers avrebbe comportato l’interruzione della tracciabilità della merce.
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