Consulenti. Domanda unica per il residuo della Cig COVID-19

Pubblicato il 15 luglio 2020

La Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro, nell’ultimo approfondimento sulle integrazioni salariali, dà risalto alla mancata conferma da parte dell’Inps, nella circolare 84/2020, dell’indicazione del ministero del Lavoro - nota n. 7020/2020 del 6 luglio 2020 - circa la smentita della possibilità di predisporre un’unica domanda per la contestuale assegnazione delle 5 ulteriori settimane del dl Rilancio e delle settimane residue delle 9 inizialmente concesse.

La diversa indicazione dell’Inps, per la Fondazione studi, resta in piedi.

Pertanto, per la Fondazione Studi coloro che non abbiano fruito per intero delle pregresse nove settimane possono chiedere di completare la fruizione delle settimane medesime o, nel caso in cui l’autorizzazione originaria abbia riguardato un numero di settimane inferiore a nove, la concessione di quelle residue fino a concorrenza del numero massimo di 9.

Con la stessa domanda potrà essere contestualmente richiesta la concessione delle ulteriori settimane, fino a un massimo di quattordici complessive (9 + 5).

Si tratta di quanto contenuto nel messaggio n. 2489/2020, in cui l’INPS semplifica l’iter di richiesta delle aziende.

La Fondazione Studi spiega i motivi della conclusione:

Si segnala, però, che la circolare Inps non affronta la questione ma neanche ribadisce la possibilità concessa.

A poche ore dalle scadenze per le richieste sarebbe opportuno un chiarimento definitivo istituzionale.

Consulenti. Rigetto massivo per l’anticipo del 40%

Il rigetto massivo delle domande per l’anticipo del 40% preoccupa le categorie.

Le domande vengono annullate per mancato esaurimento delle prime 9 settimane, anche per la Cassa in deroga, per la quale l’esaurimento si determina in base alle settimane autorizzate e non a quelle effettivamente fruite.

Nel merito, la presidente dei consulenti del lavoro - Marina Calderone - scrive all’Inps e al ministro del Lavoro Nunzia Catalfo: “La motivazione, non ufficializzata sembrerebbe essere la mancanza di qualche giorno nella richiesta degli ammortizzatori sociali rispetto alle 9 settimane della prima domanda di integrazione salariale”.

L'Istituto è invitato a rimediare con “un immediato intervento mirato alla revisione di questa scelta amministrativa, con conseguente accoglimento in autotutela delle istanze già presentate ed erogazione immediata dell’anticipazione maturata”.

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