Conto scoperto. E costoso

Pubblicato il 26 maggio 2009
L'Aduc, in un comunicato diffuso in questi giorni, ha evidenziato come, nonostante la legge di conversione del decreto anticrisi abbia previsto una stretta sulla commissione di massimo scoperto, i correntisti bancari continuino a dover sopportare altri costi che annullano i benefici della modifica normativa. Il risparmio auspicato dal legislatore, quindi, non troverebbe applicazione concreta. L'Aduc, in particolare, fa presente che in molti casi le banche, per adeguarsi alla normativa ma continuare “a fare ciò che vogliono”, hanno solo cambiato nome alla commissione: da commissione di massimo scoperto (cms) si è ora passati a commissione di scoperto di conto (csc). Esemplificativo è il caso di un istituto di credito che, oltre alla disapplicazione della commissione di massimo scoperto trimestrale, ha introdotto, a decorrere dal terzo trimestre, una commissione di scoperto di conto da calcolare moltiplicando un importo fisso per ogni giorno di “rosso” sul conto corrente e per ogni mille euro di saldo debitore, fino a un massimo prestabilito. L'Aduc sollecita, in proposito, un pronto intervento del ministero dell'Economia.
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