È stato emanato il 1° aprile 2026 il decreto del Capo del Dipartimento per l’informazione e l’editoria che approva l’elenco delle imprese ammesse al contributo destinato ai punti vendita non prevalenti di quotidiani e periodici, con riferimento alle spese sostenute nel corso del 2024.
Il provvedimento si inserisce nel quadro delle misure a sostegno della filiera editoriale previste dal D.P.C.M. 17 aprile 2025, che ha stanziato risorse specifiche per garantire la presenza capillare della stampa sul territorio, in particolare nei comuni privi di edicole.
La misura rappresenta un intervento mirato a sostenere la diffusione della stampa nei territori meno serviti, valorizzando il ruolo delle attività commerciali che, pur non avendo la vendita di giornali come attività principale, contribuiscono al pluralismo informativo.
Il contributo è disciplinato dall’articolo 2 del D.P.C.M. 17 aprile 2025, mentre i criteri operativi e le modalità di accesso sono stati definiti dal decreto attuativo del 1° agosto 2025.
La misura è rivolta alle imprese che:
Il beneficio consiste in un contributo pari al 60% delle spese sostenute nel 2024 (al netto dell’IVA), tra cui rientrano:
Alla scadenza del termine per la presentazione delle istanze (13 novembre 2025), sono pervenute 586 domande, di cui 558 ammesse al contributo, per un fabbisogno complessivo di poco superiore a 542 mila euro.
Considerato che lo stanziamento disponibile ammonta a 3 milioni di euro, non si è reso necessario procedere a una riduzione proporzionale degli importi riconosciuti.
L’elenco completo delle imprese ammesse è allegato al decreto del 1° aprile 2026 e consente di individuare ciascun beneficiario attraverso il codice identificativo della domanda, assegnato in fase di presentazione.
Il documento riporta, per ogni impresa:
I contributi saranno erogati tramite accredito diretto sui conti correnti indicati nelle domande, al netto della ritenuta del 4% a titolo di IRPEF o IRES.
Per le imprese con personale dipendente, il pagamento è subordinato alla verifica della regolarità contributiva (DURC).
Resta ferma la possibilità di revoca del beneficio in caso di perdita dei requisiti o dichiarazioni non veritiere, a seguito dei controlli previsti dalla normativa vigente.
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