CSM: delibera su utilizzo dei Giudici onorari di pace

Pubblicato il 03 marzo 2018

Il plenum del Consiglio superiore della magistratura, nella seduta del 28 febbraio 2018, ha approvato, tra gli altri provvedimenti, una risoluzione sulla magistratura onoraria, in tema di competenze della sezione autonoma, utilizzo e compenso dei Giudici onorari di pace.

Definite le competenze della sezione autonoma per la magistratura onoraria

In particolare, è stato escluso che la sezione autonoma per la magistratura onoraria abbia competenze proprie in materia tabellare, mentre è stato riaffermato il ruolo consultivo della medesima rispetto al Consiglio giudiziario.

Viene fatta salva, ad ogni modo, la possibilità di introdurre nei regolamenti dei singoli consigli giudiziari previsioni che consentono ai componenti delle sezioni autonome di avere comunicazione dell’ordine del giorno dei Consigli, con facoltà di depositare osservazioni e di assistere alle sedute, in assenza, in ogni caso, di diritto di intervento o di voto.

Utilizzo dei Giudici onorari di pace (GOP)

Per quanto riguarda le modalità di utilizzo dei GOP in supplenza , il CSM ha sancito che in caso di assenza non temporanea del magistrato togato, “trovano applicazione le norme transitorie del d.lgs. n. 116/17, secondo cui ai GOP possono essere assegnati uno o più procedimenti secondo criteri oggettivi (ovviamente, nei limiti delle loro competenze per materia)”. Le norme transitorie disciplinano anche la partecipazione dei GOP ai procedimenti di competenza del giudice collegiale.

Compenso per le attività legate all'ufficio del processo

Da segnalare che nella delibera è contenuta anche una proposta, indirizzata al ministro della Giustizia, di modifica normativa volta a garantire ai GOP una indennità giornaliera anche per le attività legate alle attività svolte nell’ambito dell’ufficio del processo.

Magistrato ordinario in tirocinio (MOT)

Nella medesima seduta, il plenum ha anche approvato, su proposta della Sesta commissione, le direttive relative al tirocinio dei MOT nominati con d.m. 7 febbraio 2018.

Individuate, in particolare, le linee guida che devono “governare” il momento della formazione iniziale dei magistrati in tirocinio.

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