Cup e Pat: documento congiunto per la riforma

Pubblicato il 09 luglio 2010 La riforma delle professioni dovrà considerare la netta differenza tra attività intellettuale e impresa. È quanto emerge dal documento, che potrà essere oggetto di aggiustamenti dell’ultim’ora, che Cup – Comitato unitario delle professioni – e Pat – Professioni di area tecnica – hanno congiuntamente redatto e che sarà a breve presentato al guardasigilli Alfano come incipit della riforma delle professioni. Riforma che, secondo quanto affermato dal ministro della Giustizia dopo la convocazione degli stati generali delle professioni del 15 aprile scorso, consisterà in una legge di principi uniformi per tutte le categorie professionali dei due sottoscrittori del documento.

Partendo, dunque, dalla definizione di professione intellettuale, rappresentata come “attività economica anche organizzata in forma associativa diretta al compimento di atti e alla prestazione di servizi o opere a favore di terzi esercitata abitualmente e in via prevalente con lavoro intellettuale”, le due rappresentanti delle categorie coinvolte dalla riforma nel documento segnano il percorso per accesso e tirocinio per la formazione, e affrontano i temi delle società professionali (dovrebbero permettere esercizio delle professioni in forma aggregata e multidisciplinare), delle tariffe e delle misure per i giovani.
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