Decreto Bollette 2026: via libera della Camera con 5 miliardi contro il caro energia

Pubblicato il 01 aprile 2026

La Camera dei deputati ha approvato il 31 marzo 2026, in prima lettura e con voto di fiducia, il disegno di legge di conversione del Decreto Bollette (DL n. 21/2026), un pacchetto di interventi da circa 5 miliardi di euro finalizzato a contenere l’impatto dei rincari energetici su famiglie e imprese. Il provvedimento passa ora all’esame del Senato e dovrà essere convertito in legge entro il 21 aprile 2026.

L’intervento si inserisce in un contesto caratterizzato da persistenti tensioni sui mercati energetici e punta a coniugare misure emergenziali con interventi strutturali per il sistema nazionale.

Vediamo come si presenta il provvedimento dopo le modifiche apportate durante l’iter legislativo.

Misure per le famiglie: bonus e ampliamento delle tutele

Tra i principali interventi a favore dei nuclei domestici si segnala il riconoscimento di un contributo straordinario di circa 115 euro destinato ai beneficiari del bonus sociale elettrico. La misura mira a fornire un sostegno immediato alle famiglie economicamente più vulnerabili.

A questo si affianca la possibilità di agevolazioni ulteriori promosse dai fornitori di energia, rivolte ai clienti domestici con ISEE fino a 25.000 euro, su base volontaria.

Un elemento di rilievo introdotto nel corso dell’esame parlamentare è l’estensione del bonus sociale anche alle utenze di teleriscaldamento, ampliando così la platea dei beneficiari delle misure di sostegno.

Sul fronte della tutela dei consumatori, il decreto interviene anche contro il fenomeno del telemarketing aggressivo, prevedendo modifiche al Codice del consumo per limitare le pratiche commerciali scorrette nel settore energetico.

Interventi per le imprese: riduzione dei costi e contratti a lungo termine

Per il sistema produttivo, il decreto introduce misure volte a migliorare la competitività, a partire dalla riduzione degli oneri di sistema (componente ASOS), ottenuta attraverso una revisione dei meccanismi di incentivazione esistenti.

Particolare attenzione è riservata alla diffusione dei contratti di acquisto di energia a lungo termine (PPA), strumenti considerati strategici per garantire maggiore stabilità dei prezzi, soprattutto per le piccole e medie imprese.

Inoltre, una parte dei proventi derivanti dal sistema europeo di scambio delle emissioni (ETS) viene destinata al sostegno del trasporto merci sostenibile, favorendo il passaggio dalla modalità stradale a quella ferroviaria e marittima.

Misure sul sistema energetico e sicurezza degli approvvigionamenti

Il provvedimento contiene anche interventi di sistema, tra cui la prevista sterilizzazione dell’impatto dell’ETS sul costo della produzione elettrica da gas, subordinata all’autorizzazione delle istituzioni europee. L’obiettivo è contenere i costi di generazione e, di conseguenza, i prezzi finali dell’energia.

In un’ottica di sicurezza energetica, viene inoltre disposta la proroga al 2038 della dismissione delle centrali a carbone, scelta che riflette un approccio prudenziale condiviso anche da altri Paesi europei.

Sono previste, inoltre, semplificazioni procedurali per favorire lo sviluppo di nuovi impianti, in particolare nel settore delle energie rinnovabili e delle infrastrutture connesse, inclusi i data center.

Aumento della fiscalità per il comparto energetico

Tra le misure di copertura, il decreto introduce un incremento dell’aliquota IRAP per le imprese energetiche, che viene innalzata di due punti percentuali fino al 5,9% per gli anni 2026 e 2027. L’intervento riguarda le società attive nella produzione, distribuzione e vendita di energia elettrica e gas.

Iter di conversione e prospettive

Il decreto rappresenta, nelle intenzioni del Governo, un intervento articolato che combina misure di sollievo immediato con azioni orientate al medio-lungo periodo, con l’obiettivo di rafforzare la resilienza del sistema energetico e contenere l’impatto dei costi su famiglie e imprese.

Con il passaggio al Senato per la seconda lettura, il testo potrà essere ulteriormente modificato prima della conversione definitiva in legge, attesa entro la scadenza del 21 aprile 2026.

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