Decreto carburanti bis: taglio accise prorogato e novità per Transizione 5.0

Pubblicato il 07 aprile 2026

Nel Consiglio dei ministri lampo del 3 aprile 2026 il Governo ha approvato il DL n. 42/2026, già pubblicato in Gazzetta Ufficiale, che interviene direttamente sul precedente DL n. 38/2026 del 27 marzo 2026. Il nuovo provvedimento, che può essere definito a tutti gli effetti “decreto carburanti bis”, nasce per rafforzare e correggere il primo pacchetto di misure varato pochi giorni prima, con interventi urgenti per fronteggiare le criticità derivanti dalle tensioni dei mercati internazionali, con particolare riguardo alla dinamica dei prezzi petroliferi e al sostegno immediato al sistema produttivo italiano.

L’impianto del decreto si fonda su quattro direttrici principali. In primo luogo, viene prorogata la riduzione delle accise sui carburanti, estendendo fino al 1° maggio 2026 il regime agevolato già introdotto con il primo decreto carburanti. In secondo luogo, il testo rafforza il credito d’imposta Transizione 5.0 per le imprese che avevano presentato istanza ma non avevano trovato copertura nelle risorse inizialmente disponibili, elevando la misura del beneficio e ridefinendo l’assetto degli aiuti. In terzo luogo, viene introdotto un credito d’imposta a favore delle imprese agricole per l’acquisto di gasolio e benzina destinati all’attività produttiva, con l’obiettivo di attenuare gli effetti del caro energia sul comparto primario. Infine, il decreto interviene sui meccanismi di sostegno all’internazionalizzazione, innalzando la quota di cofinanziamento a fondo perduto per le PMI nell’ambito degli strumenti gestiti da Simest.

Nel suo complesso, il decreto carburanti bis non si limita dunque a prolungare lo sconto alla pompa su benzina, gasolio, GPL e metano, ma amplia il raggio dell’intervento pubblico, intrecciando misure fiscali, agevolazioni per gli investimenti, supporto all’agricoltura e strumenti per la competitività internazionale delle imprese. Una scelta che conferma la volontà dell’esecutivo di accompagnare l’emergenza energetica con una risposta più ampia, calibrata non solo sui consumi, ma anche sulla tenuta finanziaria e operativa del tessuto imprenditoriale.

Coperture finanziarie del decreto

Sul piano finanziario, il decreto mobilita risorse per un valore complessivo di circa 500 milioni di euro, destinate in larga parte alla proroga del taglio delle accise. La copertura è assicurata principalmente attraverso i maggiori incassi IVA derivanti dall’aumento dei prezzi dei carburanti (circa 200 milioni) e tramite l’utilizzo di proventi delle aste ETS (quote di emissione di CO₂) non ancora impiegati, che vengono destinati stabilmente all’Erario. A queste si affiancano ulteriori risorse recuperate mediante rimodulazioni di fondi e stanziamenti già esistenti, secondo un meccanismo che consente di finanziare l’intervento senza ricorso a nuovo indebitamento.

Proroga del taglio delle accise fino al 1° maggio 2026

La misura centrale del decreto carburanti bis è rappresentata dalla proroga del taglio delle accise, attuata attraverso l’introduzione del nuovo articolo 8-bis nel DL 38/2026. In continuità con gli interventi già adottati a marzo e in risposta al perdurare dei forti aumenti dei prezzi energetici, il decreto dispone la rideterminazione temporanea delle aliquote su benzina, gasolio, GPL e gas naturale usati come carburanti per il periodo dall’8 aprile al 1° maggio 2026.

Nel dettaglio, le accise sono fissate a:

La riduzione si estende anche ai biocarburanti (HVO e biodiesel) che rispettano le condizioni previste dalla normativa europea, ai quali viene applicata la stessa aliquota del gasolio.

Sul piano sostanziale, il provvedimento replica lo sconto di circa 24,4 centesimi al litro, già previsto dal primo decreto carburanti, confermandone integralmente l’impianto. La scelta del Governo arriva in un momento di nuova tensione sui prezzi, con il gasolio tornato su livelli prossimi ai picchi registrati prima del taglio delle accise del 18 marzo. In assenza della proroga, i listini avrebbero registrato un ulteriore incremento significativo: per il diesel, in particolare, si sarebbe prospettato un ritorno verso i massimi storici superiori ai livelli raggiunti nel 2022.

La misura si configura quindi come un intervento di continuità, volto a contenere immediatamente l’impatto dei rincari alla pompa, pur confermando il carattere temporaneo e emergenziale dello strumento. Dal punto di vista finanziario, gli oneri sono quantificati in 308 milioni di euro per il 2026 (oltre a 4,4 milioni nel 2028), secondo quanto previsto dalla norma.

Transizione 5.0: credito rafforzato all’89,77% 

Il decreto carburanti bis interviene in modo incisivo anche sulla disciplina del credito d’imposta Transizione 5.0, modificando direttamente l’articolo 8 del DL 38/2026. In particolare, l’articolo 1, comma 1, lettera a), sostituisce integralmente il comma 1, ridefinendo misura e platea del beneficio.

La principale novità è rappresentata dall’innalzamento del credito d’imposta al 89,77% dell’importo originariamente richiesto, rispetto al precedente 35%. Il beneficio è riconosciuto, per l’anno 2026 e nel limite di spesa di 1.302,3 milioni di euro (in forte aumento rispetto ai 537 milioni iniziali), alle imprese che:

Si tratta, quindi, di una misura che mira a recuperare le istanze rimaste senza copertura finanziaria, pur in presenza di progetti conformi ai requisiti tecnici.

Ambito oggettivo e modifiche rispetto al passato

Il credito è ora riconosciuto con riferimento:

Rispetto alla versione originaria del DL 38/2026, non rientrano più tra le spese agevolabili quelle sostenute per gli obblighi di certificazione, che vengono invece trattate separatamente.

Resta fermo il termine del 30 aprile 2026 entro il quale il GSE deve comunicare alle imprese l’ammontare del credito utilizzabile, con successiva fruizione in compensazione tramite modello F24 entro il 31 dicembre 2026.

Contributo aggiuntivo per autoproduzione energetica e certificazioni

Accanto al rafforzamento del credito d’imposta, il DL 42/2026 introduce nell’articolo 8 il nuovo comma 3-bis, prevedendo un ulteriore contributo a favore delle stesse imprese beneficiarie. La misura è finanziata entro limiti di spesa pari a 57,7 milioni di euro per il 2026, 80 milioni per il 2027 e 60 milioni per il 2028.

Il contributo è riconosciuto in relazione alle spese sostenute per interventi finalizzati al miglioramento dell’efficienza energetica e alla sostenibilità ambientale, in particolare per:

La norma precisa che il contributo è erogato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, sulla base delle informazioni trasmesse dal GSE, e che non può eccedere, per ciascuna istanza, l’importo del credito d’imposta richiesto per le stesse spese. L’intervento si inserisce nel quadro della normativa europea sugli aiuti di Stato, alla quale resta espressamente subordinato.

Imprese agricole: credito d’imposta del 20% su gasolio e benzina

Tra le novità del decreto carburanti bis rientra anche l’introduzione di un sostegno specifico per il settore primario, disciplinato dal nuovo articolo 8-ter del DL 38/2026. La norma riconosce alle imprese agricole, entro il limite di 30 milioni di euro per il 2026, un contributo straordinario sotto forma di credito d’imposta fino al 20% delle spese sostenute per l’acquisto di carburante.

L’agevolazione riguarda in particolare gli acquisti di gasolio e benzina effettuati nel mese di marzo 2026, utilizzati per l’alimentazione dei mezzi impiegati nelle attività agricole. Il beneficio è calcolato sulla spesa documentata dalle fatture, al netto dell’IVA, e mira a compensare almeno in parte i maggiori costi sostenuti dalle imprese a causa dell’aumento dei prezzi energetici.

Sotto il profilo operativo, il credito è utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite modello F24 entro il 31 dicembre 2026, senza applicazione dei limiti ordinari previsti per l’utilizzo dei crediti fiscali. Inoltre, presenta un regime particolarmente favorevole, in quanto:

Le modalità attuative saranno definite con un apposito decreto del Ministero dell’Agricoltura, di concerto con il MEF, da adottare entro 30 giorni dall’entrata in vigore del provvedimento. Anche questa misura è subordinata al rispetto della normativa europea in materia di aiuti di Stato.

L’intervento si inserisce nel quadro delle misure emergenziali a sostegno della filiera agroalimentare, particolarmente esposta all’incremento dei costi energetici, con l’obiettivo di salvaguardare la continuità produttiva e contenere gli effetti sui prezzi finali, sostenendo al contempo una fase delicata come quella delle semine. In questa direzione si inserisce anche il commento del Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, che ha sottolineato come la misura rappresenti «un sostegno concreto al settore primario», capace di attenuare l’impatto dei rincari sia sulle imprese sia sui consumatori finali.

Internazionalizzazione: più fondo perduto e sostegno rafforzato per le PMI

Il decreto carburanti bis introduce, con il nuovo articolo 8-quater, un pacchetto di misure mirate a sostenere le imprese italiane attive sui mercati internazionali, particolarmente colpite dall’aumento dei costi energetici e dagli effetti delle tensioni geopolitiche, in particolare nell’area del Golfo Persico.

La norma interviene sul fondo rotativo per l’internazionalizzazione (con una disponibilità fino a 800 milioni di euro), prevedendo un rafforzamento del cofinanziamento a fondo perduto associato ai finanziamenti agevolati concessi tramite SIMEST. In via generale, tale quota può arrivare fino al 20% dell’importo finanziato, mentre per le piccole e medie imprese è prevista una maggiorazione fino al 30%, configurando un sostegno più incisivo per i soggetti più esposti alle difficoltà di accesso al credito.

Le agevolazioni sono riconosciute a condizione che:

Sul piano finanziario, le erogazioni a fondo perduto sono autorizzate entro un tetto complessivo di 160 milioni di euro per il 2026 e 140 milioni di euro per il 2027.

Dal punto di vista evolutivo, l’intervento riprende e sviluppa misure già ipotizzate nelle settimane successive all’avvio della crisi in Medio Oriente, inizialmente prospettate senza esito nell’ambito del decreto Bollette. Con il DL 42/2026 tali strumenti trovano ora una definizione più organica, ampliando le condizioni di accesso e la portata degli aiuti. In particolare, tra le agevolazioni operative rientrano anche condizioni finanziarie più favorevoli, come l’aumento dell’anticipo fino al 50%, l’estensione della durata dei finanziamenti da 6 a 8 anni e l’introduzione di un periodo di preammortamento di due anni, durante il quale le imprese sono tenute a corrispondere i soli interessi. Le modalità attuative saranno definite dal Comitato agevolazioni, con la partecipazione di MAECI, MEF, MIMIT e SIMEST.

Il quadro degli interventi si completa con il coinvolgimento di SACE, che rafforza gli strumenti di supporto alle imprese operanti nei Paesi maggiormente esposti ai rischi geopolitici (tra cui Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Iraq, Kuwait, Oman e Qatar). Le misure includono coperture assicurative contro rischi commerciali e politici, tutela degli investimenti all’estero e dei beni esportati, nonché garanzie contro eventi come confisca, esproprio o limitazioni al rimpatrio dei capitali. È prevista inoltre la copertura contro l’indebita escussione di fideiussioni.

Nel complesso, l’intervento mira a rafforzare la resilienza delle imprese italiane sui mercati internazionali, offrendo strumenti più flessibili e una maggiore protezione in un contesto caratterizzato da elevata incertezza geopolitica ed energetica.

Un intervento emergenziale in attesa della conversione

Nel complesso, il decreto carburanti bis si configura come un intervento articolato che, accanto alla proroga delle misure immediate sui prezzi dei carburanti, rafforza gli strumenti di sostegno alle imprese sotto diversi profili: dagli investimenti in innovazione ed efficienza energetica, al supporto al settore agricolo, fino agli incentivi per l’internazionalizzazione. Resta tuttavia evidente la natura temporanea e contingente di molte delle misure adottate, strettamente legate all’andamento dei mercati energetici e al contesto geopolitico. Il provvedimento è ora atteso all’esame del Parlamento per la conversione in legge, dove potranno emergere ulteriori correttivi o integrazioni.

Allegati
Condividi l'articolo
Potrebbe interessarti anche

Contributo AGCM: legittimo il prelievo sulle imprese sopra 50 milioni

07/04/2026

Confisca non eseguibile con debito fiscale rateizzato

07/04/2026

Messaggi WhatsApp: quando è legittimo licenziamento

07/04/2026

INPS, Certificazione Unica 2026 : modalità di rilascio

07/04/2026

Legge annuale PMI 2026 in vigore: guida alle novità di lavoro

07/04/2026

Equo compenso avvocati: modifica al Codice deontologico forense in vigore

07/04/2026

Ai sensi dell'individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei dati personali - Regolamento (UE) n.2016/679 (GDPR)
Questo sito non utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei "social plugin".

Leggi informativa sulla privacy