Decreto flussi 2026: assegnate 40.075 quote per il lavoro stagionale agricolo

Pubblicato il 14 gennaio 2026

Con nota prot. n. 64 del 12 gennaio 2026, la Direzione Generale per le politiche migratorie e per l’inserimento sociale e lavorativo dei migranti del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha dato attuazione alle disposizioni contenute nel D.P.C.M. 2 ottobre 2025, recante la Programmazione dei flussi d’ingresso legale in Italia dei lavoratori stranieri per il triennio 2026-2028, procedendo alla prima ripartizione delle quote per l’anno 2026 relative agli ingressi per lavoro subordinato stagionale nel settore agricolo.

.L’intervento si colloca nell’ambito del primo click day 2026, dedicato esclusivamente al lavoro stagionale agricolo, e rappresenta il primo passaggio operativo del nuovo decreto flussi, finalizzato a rispondere al fabbisogno di manodopera non comunitaria espresso dal settore primario.

Decreto flussi 2026: attribuzione complessiva delle quote

In coerenza con quanto previsto dall’articolo 7 del D.P.C.M. 2 ottobre 2025, la Direzione Generale, sulla base dell’analisi del fabbisogno di manodopera e delle istanze presentate, ha attribuito complessivamente n. 40.075 quote per lavoro subordinato stagionale nel settore agricolo per l’annualità 2026.

Tali quote risultano così suddivise:

Ripartizione territoriale

La Nota direttoriale trasmette inoltre l’allegato con la distribuzione territoriale delle quote, articolata per regione e provincia, distinguendo tra le diverse tipologie di istanze. La ripartizione tiene conto sia delle domande effettivamente presentate sia delle specificità produttive dei diversi territori, con una concentrazione più elevata delle quote nelle aree a maggiore vocazione agricola.

Gestione delle quote non utilizzate

Ai sensi dell’articolo 9, comma 3, del D.P.C.M. 2 ottobre 2025, trascorsi 50 giorni dalla data di imputazione delle quote, qualora il Ministero del Lavoro rilevi la presenza di quote significative non utilizzate, potrà procedere a una diversa redistribuzione, sulla base delle effettive esigenze del mercato del lavoro.

In tale fase, un ruolo centrale è attribuito agli Sportelli Unici per l’Immigrazione, le cui segnalazioni, trasmesse tramite gli Ispettorati territoriali del lavoro, consentiranno alla Direzione Generale di adeguare l’allocazione delle quote alle reali necessità occupazionali.

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