Decreto giustizia e PNRR: in Gazzetta le norme per ridurre i tempi dei processi

Pubblicato il 08 ottobre 2025

Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 7 ottobre 2025, la Legge n. 148 del 3 ottobre 2025 ha convertito, con modifiche, il Decreto legge n. 117 del 8 agosto 2025 sulle misure urgenti in materia di giustizia.

Il provvedimento introduce interventi straordinari per rafforzare l’organizzazione degli uffici giudiziari e accelerare la definizione dei procedimenti, con l’obiettivo di conseguire entro giugno 2026 i traguardi stabiliti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Particolare attenzione è rivolta alla giustizia civile, dove si punta a una riduzione del 40% dei tempi di durata dei processi, attraverso nuove modalità di impiego dei magistrati, incentivi per le sedi in difficoltà e strumenti digitali per la gestione delle cause.

La Legge di conversione del DL è stata definitivamente approvata dal Senato nella seduta del 1° ottobre 2025.

Decreto Giustizia: è legge, con modifiche

Rafforzamento degli Uffici giudiziari  

Il provvedimento, tra le altre novità, consente l’impiego straordinario di magistrati del Massimario della Corte di cassazione presso le sezioni civili, anche in deroga ai requisiti di anzianità e valutazione ordinari.

Si tratta di un intervento volto a incrementare la capacità di decisione della Suprema Corte e a ridurre i tempi di definizione dei ricorsi.

Parallelamente, viene ampliata la possibilità di utilizzare i giudici onorari di pace in funzione di supplenza, anche in caso di vacanze d’organico dei magistrati togati, rafforzando così il contributo della magistratura onoraria nel conseguimento degli obiettivi PNRR.

Procedure più rapide e maggiore flessibilità 

Nel corso dell’esame parlamentare, il testo è stato arricchito con disposizioni volte a rendere più efficace e flessibile l’attuazione delle misure previste.

È stata innanzitutto introdotta una procedura accelerata che impone al Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) di deliberare sulle richieste di applicazione dei magistrati entro 15 giorni, riducendo sensibilmente i tempi decisionali.

È stata poi riconosciuta ai magistrati onorari confermati la possibilità di optare per il regime di esclusività entro il 31 luglio dell’anno di immissione in ruolo, ampliando così la precedente finestra temporale e offrendo maggiore libertà di scelta.

A seguire, la legge ha chiarito la facoltà di impiegare più magistrati applicati nello stesso collegio, superando le limitazioni previste nel decreto originario e consentendo una gestione più flessibile delle risorse negli uffici giudiziari.

Incentivi per i trasferimenti nelle Corti d’appello in difficoltà  

Per ridurre l’arretrato nelle sedi giudiziarie con maggiori criticità, il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) può disporre trasferimenti volontari di magistrati verso le Corti d’appello più in sofferenza, riconoscendo indennità economiche aggiuntive e benefici ai fini dell’anzianità di servizio.

Le sedi individuate come prioritarie sono Cagliari, Campobasso, Catanzaro, Firenze, Palermo, Potenza, Reggio Calabria e Taranto, tutte caratterizzate da elevati volumi di contenzioso civile e da difficoltà nel raggiungimento dei target del PNRR.

L’obiettivo è rafforzare temporaneamente gli organici per accelerare la definizione dei procedimenti pendenti.

Riapertura dell’interpello e nuove procedure per colmare le sedi vacanti

Durante l’esame alla Camera sono state introdotte disposizioni per rendere più efficace il piano di rafforzamento delle Corti d’appello.

Il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) dovrà riaprire l’interpello entro 15 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione, così da coprire i posti rimasti vacanti nel primo bando. È inoltre prevista la possibilità di indire nuove procedure qualora persistano carenze di adesioni.

La misura nasce per ovviare alla limitata partecipazione registrata nella fase iniziale: su 500 posizioni disponibili per l’applicazione da remoto, soltanto 212 magistrati hanno manifestato disponibilità, evidenziando la necessità di un nuovo intervento correttivo.

Applicazioni a distanza e gestione digitale delle cause civili  

Una delle innovazioni più significative, infatti, riguarda la possibilità di applicazione da remoto dei magistrati ordinari, che potranno trattare fascicoli civili pendenti da altre sedi tramite strumenti telematici e collegamenti audiovisivi.

Ogni magistrato dovrà definire almeno 50 procedimenti, con possibilità di estendere l’impegno fino a 100 casi.

L’obiettivo è ridurre in tempi rapidi i carichi arretrati e migliorare l’efficienza delle sezioni civili.

Le ulteriori integrazioni  

La legge di conversione ha introdotto chiarimenti per rendere più chiaro e uniforme il regime economico dei magistrati impegnati nelle applicazioni da remoto e nelle attività straordinarie previste dal decreto. In particolare, è stato precisato che il divieto di cumulo delle indennità — previsto per evitare sovrapposizioni tra compensi aggiuntivi — non si applica all’indennità giudiziaria ordinaria, che rappresenta una componente stabile della retribuzione dei magistrati.

La norma elimina così ogni ambiguità interpretativa emersa nella prima versione del decreto, assicurando una gestione più equa e trasparente delle applicazioni e una corretta distinzione tra trattamento economico ordinario e incentivi straordinari legati alle misure PNRR.

Il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) potrà inoltre revocare l’applicazione in caso di produttività inferiore alla media della sezione di riferimento.

Infine, è stato previsto che i magistrati che definiscono un numero di procedimenti superiore a quello minimo stabilito possano beneficiare di un compenso aggiuntivo a titolo di incentivo alla performance.

Poteri straordinari per i dirigenti degli uffici giudiziari  

Per garantire una gestione più efficiente del personale e delle risorse, ai capi degli uffici giudiziari vengono attribuiti poteri straordinari di riorganizzazione, con la facoltà di riassegnare i fascicoli e modificare i criteri di distribuzione del lavoro, anche in deroga alle tabelle ordinamentali.

Tra le integrazioni del testo sono state previste:

Formazione e immissione in ruolo dei nuovi magistrati  

Viene ridefinita anche la durata del tirocinio dei magistrati vincitori del concorso bandito il 9 ottobre 2023, portata a 18 mesi complessivi, articolati in:

L’obiettivo è accelerare la formazione e l’immissione in servizio, contribuendo al raggiungimento dei target PNRR per la riduzione dei tempi dei procedimenti.

Proroghe di termini e riforme rinviate  

Disposto anche il rinvio dell’entrata in vigore di varie riforme ordinamentali per evitare sovrapposizioni con gli obiettivi del PNRR:

Competenza Giudice di pace

È stata soppressa, a seguire, la norma che estendeva le competenze del giudice di pace in materia tavolare nonché introdotta una disposizione transitoria che consente ai professionisti del settore pedagogico di proseguire l’attività anche in assenza di iscrizione all’albo, fino alla sua effettiva istituzione.

Nuove competenze giurisdizionali e risorse per la sicurezza  

La legge di conversione conferma la sospensione automatica del procedimento durante l’accertamento tecnico preventivo in materia di invalidità civile e previdenza, semplificando la gestione dei fascicoli e riducendo i tempi processuali.

Viene inoltre attribuita al giudice amministrativo la giurisdizione esclusiva sulle controversie relative ai provvedimenti e alle sanzioni dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), in particolare quelle connesse all’attuazione delle misure PNRR.

È infine inserita una nuova disposizione che autorizza la spesa di 30 milioni di euro per il 2025 destinata alla verifica di attivabilità e funzionalità dei braccialetti elettronici, strumento essenziale per l’esecuzione delle misure di controllo.

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