Delega fiscale. Approvati cinque decreti legislativi

Pubblicato il 29 giugno 2015

Sul filo di lana, a sole 24 ore dalla scadenza del termine di esercizio della delega fiscale fissato per sabato 27 giugno 2015, il Consiglio dei ministri n. 70 (comunicato stampa 26/06/2015), presieduto dal premier Renzi, ha approvato, in via preliminare, 5 provvedimenti attuativi della legge 11 marzo 2014, n. 23.

I decreti che hanno ricevuto l'ok sono quelli riguardanti sanzioni penali e amministrative, evasione ed erosione, contenzioso tributario, agenzie fiscali e riscossione.

In totale la riforma appare ora approvata per il 53%, tenuto conto che dei 43 principi di delega censiti, 13 erano già attuati e altri 10 sono rientrati nei provvedimenti passati in prima lettura nell'ultimo Cdm.

20 principi restano, invece, inattuati e tra questi assenze clamorose sono rappresentante dalla riforma del Catasto, che sembra restare in attesa dell'approvazione della Local tax, la questione dei giochi e le misure sulla fiscalità delle piccole imprese e degli autonomi.

Novità

Tra i provvedimenti più attesi, senz'altro quello sulla revisione delle sanzioni penali e amministrative.

Scongiurata l'applicazione della norma che prevedeva l'impunibilità delle frodi sotto la soglia del 3%, il Governo si è ora battuto per la punibilità, sempre e comunque, di tutte le frodi fiscali, a partire da quella documentale, senza però accanirsi contro i contribuenti.

L'obiettivo, infatti, è quello di non perseguire oltremodo i piccoli errori, evitando le sanzioni penali per i comportamenti meno gravi, quelli cioè dei contribuenti che, pur irregolari, sono privi di intenzioni fraudolente e aderiscono all’accertamento.

Vengono inoltre, snellite le procedure e favoriti i comportamenti dei contribuenti considerati virtuosi. Infatti, nel caso in cui la dichiarazione è presentata entro un anno, si hanno in cambio sanzioni ridotte fino alla metà; inoltre, è prevista la riduzione di un terzo se la maggiore imposta o il minor credito accertato sono inferiori al limite del 3% del dichiarato.

Dal punto di vista penale, sono state delineate le condotte di frode fiscale che, comunque, non scatteranno sotto i 30mila di evasione e sono state riviste le soglie di punibilità delle dichiarazioni infedeli: si passa da 50mila a 150mila di imposta evasa e, nel caso di omesso versamento Iva, la soglia di non punibilità si innalza da 50mila e 200mila euro, proprio perchè solitamente tale illecito riguarda coloro che hanno dichiarato tutti gli importi, ma poi non hanno effettuato il pagamento al Fisco per mancata liquidità.

Infine, se un contribuente salda il suo debito prima delle contestazioni del Fisco potrà evitare del tutto le sanzioni penali.

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