Diffida amministrativa, cosa cambia davvero nelle ispezioni sul lavoro?

Pubblicato il 29 agosto 2024

Il decreto legislativo 12 luglio 2024, n. 103, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 18 luglio, entra pienamente in vigore a decorrere dal 2 agosto 2024. Tra le nuove disposizioni, aventi lo scopo di semplificare i controlli sulle attività economiche, vi è il nuovo istituto della diffida amministrativa, ovverosia un invito, contenuto nel verbale ispettivo, rivolto ai trasgressori che consente di sanare l’inadempienza prima della contestazione della violazione e senza aggravio sanzionatorio.

Il neo-emanato decreto è già stato oggetto delle prime indicazioni operative dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro (nota n. 1357/2024) che ne ha analizzato la portata concreta dello strumento.

Rimangono escluse dalla diffida amministrativa, per espressa previsione legislativa, le violazioni che costituiscono reato, le violazioni amministrative la cui sanzione pecuniaria supera, nel massimo, l’importo di 5.000 euro, le violazioni in materia di salute, incolumità pubblica e sicurezza sul lavoro, le violazioni legate a obblighi derivanti dal diritto europeo o internazionale.

La diffida amministrativa è, altresì, applicabile laddove non siano intercorse ulteriori violazioni nel quinquennio precedente.

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