Disegno di legge anti-corruzione sottoposto a tre voti di fiducia

Pubblicato il 13 giugno 2012 L’Aula della Camera esaminerà, nella giornata del 13 giugno, il testo del Disegno di legge contenente “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione”, cosiddetto Disegno di legge anti – corruzione, la cui parte penale è stata “serrata” dal Governo con la richiesta di tre voti di fiducia sulle disposizioni concernenti l’incandidabilità dei condannati (articolo 10), l’inasprimento del regime sanzionatorio (articolo 13) e l’introduzione del reato di traffico di influenze illecite (articolo 14). Previsto, per il giorno successivo, il voto finale sul complesso del provvedimento.

La norma sulla incandidabilità impedisce ai soggetti condannati definitivamente per reati gravi ad una pena pari o superiore a due anni di essere eletto al Parlamento, alle elezioni regionali, provinciali, comunali e circoscrizionali nonché di ricoprire incarichi di presidente o membro di cda di consorzi e aziende speciali.  

L’incremento delle pene riguarda, invece, il reato di corruzione (si passa da 4 a 8 anni rispetto alle attuali da 2 a 5 anni) e concussione.

Col reato di traffico di influenze illecite, infine, viene espressamente punito chi, sfruttando relazioni esistenti con un pubblico ufficiale, indebitamente fa dare o promettere, a sé o ad altri, denaro o altro vantaggio patrimoniale, come prezzo della propria mediazione illecita, ovvero per remunerare il pubblico ufficiale. Pena prevista la reclusione da 1 a 3 anni.
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