E' la gravità dell'infrazione ad impedire il reintegro

Pubblicato il 06 maggio 2013 Nel valutare un caso di licenziamento disciplinare ritenuto illegittimo, il Tribunale di Ravenna – con l'ordinanza del 18 marzo 2013 – applica il principio di proporzionalità, nonostante il riformato articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.

Secondo i giudici, il reinserimento nel posto di lavoro va garantito comunque, una volta constatato che l'azione contestata al lavoratore – pur sussistente sul piano operativo e fattuale - non sia ritenuta così grave da giustificare il licenziamento per giusta causa.

Il caso di specie riguarda l'accusa di sottrazione di un paio di scarpe antinfortunistiche rivolta nei confronti di un lavoratore di un'impresa di pulizie del settore industria, che aveva portato al licenziamento per giusta causa. Le scarpe erano state poi consegnate di nascosto ad una lavoratrice dell'impresa appaltatrice che svolgeva attività all'interno del medesimo stabilimento.

Con la decisione, il Tribunale sottolinea come il giudice deve valutare il caso di reintegrazione o indennizzo risarcitorio non basandosi soltanto sul fatto contestato dal datore di lavoro, ma anche secondo la nozione della giusta causa, valutando così se quanto sanzionato violi in maniera irreparabile il vincolo fiduciario datore-lavoratore.
Condividi l'articolo
Potrebbe interessarti anche

Rapporto biennale pari opportunità: invio entro il 30 aprile

26/03/2026

Rapporto pari opportunità 2024-2025: invio entro il 30 aprile

26/03/2026

Modello TR: presentazione entro il 30 aprile

26/03/2026

Estorsione: quando la minaccia di licenziamento integra il reato

26/03/2026

CCNL Ambasciate - Stesura del 18/3/2026

26/03/2026

Credito Iva trimestrale, modello TR entro aprile

26/03/2026

Ai sensi dell'individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei dati personali - Regolamento (UE) n.2016/679 (GDPR)
Questo sito non utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei "social plugin".

Leggi informativa sulla privacy