Equo compenso dei professionisti, delibera della Regione Lazio

Pubblicato il 04 febbraio 2020

Tutte le strutture regionali dovranno rispettare l’inderogabilità dei parametri ministeriali per i compensi professionali e sarà vietato l'utilizzo di clausole vessatorie nei bandi.

Il presidente di Confprofessioni Lazio, Andrea Dili, ha così illustrato il contenuto della delibera n. 22 approvata dalla Regione Lazio lo scorso 28 gennaio 2020 e da lui definita “rivoluzionaria”.

Lo si legge nel comunicato stampa della Confederazione italiana delle libere professioni del 3 febbraio, dove si precisano i termini di quanto ulteriormente disposto con il provvedimento regionale di fine gennaio.

Secondo quanto si apprende, i compensi destinati ai professionisti dovranno essere calcolati sulla base di parametri ministeriali o, comunque, per i professionisti privi di parametri, dovranno essere proporzionati alla quantità e qualità della prestazione professionale.

Sanciti anche il divieto di clausole vessatorie ed una stretta sui ribassi eccessivi nei bandi delle amministrazioni regionali.

Le nuove disposizioni si rivolgono a tutti gli uffici regionali nonchè alle società controllate e partecipate dalla Regione e riguardano le procedure di acquisizione di servizi professionali.

Per il presidente Dili - si legge ancora nella nota - il provvedimento spalanca le porte a un intervento legislativo "che anche a livello nazionale riconosca il valore sociale ed economico delle prestazioni professionali ed il diritto a un’equa remunerazione, adottando i parametri ministeriali già in vigore e individuando analoghi criteri per definire le prestazioni non ancora contemplate dai parametri”.

In allegato, lo schema di deliberazione della Giunta regionale del Lazio.

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