Esame avvocato: decreto legge di riforma in arrivo

Pubblicato il 16 marzo 2026

Il Ministero della Giustizia è al lavoro su un intervento normativo volto a riorganizzare l’esame di abilitazione alla professione di avvocato.

L’annuncio è stato formulato dal Ministro della Giustizia Carlo Nordio il 13 marzo 2026, nel corso dell’inaugurazione dell’Anno giudiziario dell’Avvocatura italiana svoltasi presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma.

Secondo quanto anticipato dal Ministro, la revisione della disciplina dell’esame potrebbe essere realizzata attraverso un decreto-legge, con l’obiettivo di definire in tempi rapidi un quadro normativo stabile prima della prossima sessione di abilitazione. Negli ultimi anni, infatti, l’accesso alla professione forense è stato regolato da una serie di interventi transitori che hanno modificato più volte la struttura delle prove.

Confronto istituzionale già avviato  

L’ipotesi di un provvedimento urgente si inserisce in un percorso di confronto istituzionale avviato nelle settimane precedenti tra il Ministero della Giustizia e le principali rappresentanze dell’avvocatura.

Nel corso di un incontro presso il Ministero, al quale hanno partecipato il Consiglio Nazionale Forense (CNF) e l’Associazione Italiana Giovani Avvocati (AIGA), è stato infatti avviato un tavolo tecnico dedicato alla definizione delle modalità dell’esame di abilitazione a partire dalla sessione 2026. L’iniziativa è stata promossa per superare l’incertezza normativa determinatasi dopo la mancata proroga della disciplina transitoria applicata negli ultimi anni.

Tra le soluzioni in discussione vi è una selezione strutturata in due prove scritte e una prova orale, schema già previsto nella proposta di riforma della legge professionale forense attualmente all’esame del Parlamento.

Anticipazione della riforma della legge professionale  

La revisione dell’esame di Stato si inserisce nel più ampio percorso di aggiornamento della legge professionale forense.

Il Consiglio Nazionale Forense ha infatti sollecitato l’anticipazione delle disposizioni relative all’accesso alla professione, oggi comprese nella proposta di riforma dell’ordinamento forense in discussione alla Camera dei deputati.

L’obiettivo della richiesta è fornire regole chiare e tempestive ai praticanti avvocati e alle scuole forensi, consentendo di conoscere con adeguato anticipo le modalità di svolgimento dell’esame.

Un intervento normativo limitato alla disciplina dell’abilitazione consentirebbe quindi di garantire certezza del quadro regolatorio senza attendere l’approvazione complessiva della riforma.

Gli altri temi affrontati nell’inaugurazione dell’Anno giudiziario forense  

L’incontro ha rappresentato anche l’occasione per affrontare altre questioni legate al funzionamento del sistema giustizia. Tra i temi richiamati nel dibattito figurano le criticità connesse alla trattazione scritta nel processo, ritenuta da parte dell’avvocatura una modalità che riduce il contraddittorio tra le parti.

Sono state inoltre segnalate alcune problematiche relative al processo amministrativo digitale, in particolare con riferimento ai sistemi informatici che impediscono il deposito degli atti in presenza di errori formali, e alcune possibili anomalie derivanti dalla riforma della magistratura tributaria.

Nel corso della relazione è stato infine affrontato il tema dell’innovazione tecnologica nella professione legale, con riferimento ai progetti avviati dal Consiglio Nazionale Forense per sviluppare strumenti basati su intelligenza artificiale destinati a supportare l’attività degli avvocati.

In questo contesto, la definizione di una disciplina chiara dell’esame di abilitazione rappresenta uno dei passaggi centrali per garantire qualità della formazione professionale e stabilità del sistema di accesso all’avvocatura.

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