Il Consiglio Nazionale Forense (CNF) torna a sollecitare un intervento rapido sulle modalità dell’esame di abilitazione alla professione forense.
Nel corso dell’incontro istituzionale del 14 maggio 2026 con il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, il presidente del CNF Francesco Greco ha rappresentato la necessità di adottare in tempi brevi una disciplina specifica dedicata alle prove d’esame.
Secondo quanto comunicato dal Consiglio Nazionale Forense, la richiesta avanzata al Ministero della Giustizia riguarda lo stralcio delle disposizioni sull’esame di avvocato dal disegno di legge delega di riforma forense (attualmente all'esame della Camera), così da consentire l’approvazione di un provvedimento autonomo urgente.
Nel comunicato diffuso il 14 maggio 2026, il presidente del Consiglio Nazionale Forense Francesco Greco ha evidenziato la necessità di garantire rapidamente certezza normativa a praticanti, docenti e Scuole forensi.
In particolare, Greco ha dichiarato:
La posizione del Consiglio Nazionale Forense nasce anche dalle esigenze organizzative delle Scuole forensi, che stanno programmando le attività formative per i praticanti avvocati in vista della prossima sessione dell’esame di Stato.
Secondo il CNF, la definizione tempestiva delle regole consentirebbe ai candidati di conoscere con chiarezza:
Nel corso dell’incontro del 14 maggio 2026, il viceministro Francesco Paolo Sisto ha assicurato l’impegno del Ministero della Giustizia nell’individuazione di una soluzione normativa adeguata.
Nel comunicato del CNF si legge infatti che il Ministero “è al lavoro per individuare la corretta soluzione per garantire l'espletamento delle prove nelle migliori condizioni”.
Il tema dell’esame di abilitazione forense continua quindi a rappresentare uno dei punti centrali del confronto sulla riforma dell’ordinamento professionale. La richiesta del Consiglio Nazionale Forense punta ad accelerare i tempi per la definizione delle regole dell’esame di Stato, evitando che il percorso della riforma forense complessiva rallenti la disciplina applicabile ai prossimi candidati.
La posizione espressa dal Consiglio Nazionale Forense evidenzia soprattutto un’esigenza di certezza organizzativa. Le Scuole forensi devono infatti pianificare corsi, attività didattiche e percorsi formativi con sufficiente anticipo.
Per questo motivo, il CNF ritiene necessario separare il tema dell’esame di avvocato dal più ampio disegno di legge di riforma forense, così da consentire l’adozione di regole definitive in tempi più rapidi.
L’obiettivo dichiarato resta quello di assicurare ai praticanti avvocati un quadro normativo chiaro e stabile per la prossima sessione dell’esame di abilitazione.
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